11enne morta in gita con l’oratorio: la parrocchia risarcisce la famiglia dopo il dramma

16 Maggio 2026 - 8:10

11enne morta in gita con l’oratorio: la parrocchia risarcisce la famiglia dopo il dramma

La piscina Aquaneva di Inzago, la parrocchia di Caravaggio e la Diocesi di Cremona hanno risarcito, attraverso le assicurazioni, la famiglia della bambina di 11 anni morta nel giugno 2024 dopo un malore in acqua durante una gita dell’oratorio. La bambina si trovava nel parco acquatico quando si è sentita male mentre nuotava. Poco dopo, i soccorritori l’hanno trasportata all’ospedale di Bergamo, dove è morta.

Nel frattempo, quattro persone rischiano il processo con l’accusa di concorso in omicidio colposo. Tra gli indagati figurano il parroco di Caravaggio Andrea Piana, il legale rappresentante della società Tvr Srl che gestisce Aquaneva, il responsabile della sicurezza della struttura e una dipendente del parco.

Dopo avere accettato il risarcimento, i genitori della bambina hanno ritirato la costituzione di parte civile, anche se restano parte offesa nel procedimento. L’avvocato della famiglia, Francesco Giuseppe Vivone, ha spiegato che i genitori hanno scelto di accettare una somma importante per provare a guardare avanti, pur sapendo che nessun risarcimento potrà colmare la perdita della figlia.

Inoltre, ieri, giovedì 14 maggio, il giudice dell’udienza preliminare Cristian Mariani ha accolto la richiesta di costituzione come parte civile dell’associazione Salvagente Italia. L’associazione si occupa di primo soccorso pediatrico e promuove corsi e iniziative dedicate alla sicurezza in acqua.

La tragedia risale al 17 giugno 2024. Quel giorno la bambina aveva partecipato a una gita organizzata dal Cre dell’oratorio San Luigi di Caravaggio nel parco acquatico Aquaneva di Inzago, in provincia di Milano. Intorno alle 10 del mattino, l’11enne è entrata in acqua e, secondo le ricostruzioni, potrebbe avere preso parte a un gioco di apnea con alcune amiche. Tuttavia, dopo essersi immersa, non è più riemersa.

Successivamente, la famiglia ha dichiarato che la bambina non sapeva nuotare. Una compagna del campo estivo l’ha soccorsa per prima, mentre subito dopo sono intervenuti anche gli addetti della piscina. Quando i soccorritori l’hanno recuperata, la bambina era già in arresto cardiocircolatorio. I sanitari l’hanno quindi trasferita d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ma la piccola è morta poco dopo il ricovero.

Oggi la Procura indaga quattro persone per concorso in omicidio colposo. Gli inquirenti accusano il parroco di non avere verificato adeguatamente le capacità natatorie della bambina e di non avere sorvegliato con attenzione il gruppo di minori. Inoltre, i magistrati ritengono responsabile Maurizio Residori, 62 anni e rappresentante legale della Tvr Srl in liquidazione, per la presunta mancata formazione professionale dei bagnini e degli addetti alla sicurezza.

Anche Mara Invernice, dipendente del parco acquatico, risulta indagata perché, secondo l’accusa, non avrebbe acquisito la delega necessaria allo scarico di responsabilità firmata dai genitori dei minori di 14 anni che accedono alla piscina. Infine, tra gli indagati compare anche Luca Riva, responsabile delle norme di sicurezza della struttura.

fonte fanpage

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