L’attività eruttiva dell’Etna, in corso ormai da sei giorni consecutivi al cratere Voragine e da due nuove bocche sommitali, continua a causare pesanti paralisi al traffico aereo. La SAC, società di gestione dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, ha prolungato la chiusura dello spazio aereo (settore C1) e lo stop di tutti i voli in arrivo e in partenza fino alle ore 08:00 di domani, venerdì 14 agosto 2026.
Dall’inizio dell’emergenza (dall’8 all’11 agosto) sono stati oltre 700 i voli cancellati o riprogrammati, con più di 100 tratte dirottate verso lo scalo di Comiso (interessato a sua volta da brevi sospensioni temporanee) e decine verso gli aeroporti di Trapani e Lamezia Terme.
Perché la cenere vulcanica è così pericolosa per i voli?
Diversamente da quanto si possa pensare, la sospensione delle rotte commerciali non dipende unicamente dalla scarsa visibilità, ma da ben precisi rischi strutturali e meccanici causati dalla natura stessa del materiale piroclastico:
Danni e stallo dei motori: La cenere non è un pulviscolo soffice, ma è composta da minuscole particelle abrasive di vetro vulcanico, minerali e roccia. Quando entra nelle turbine ad altissima temperatura dei reattori, la cenere fonde istantaneamente vetrificandosi sui componenti interni e ostruendo i condotti dell’aria, situazione che provoca lo spegnimento o lo stallo improvviso dei motori.
Invisibilità ai radar meteo di bordo: A causa delle ridottissime dimensioni delle singole particelle cenerine, i radar meteorologici montati a bordo degli aerei civili non sono in grado di individuare la nube vulcanica nello spazio aereo.
Azione abrasiva sul velivolo: L’impatto ad alta velocità contro il pulviscolo danneggia le parabole dei parabrezza dei piloti (opacizzandole), erode la carrozzeria e può ostruire i tubi di Pitot, gli strumenti fondamentali per la misurazione della velocità e dell’altitudine.
L’evoluzione del vulcano: le rassicurazioni dell’INGV
Intervistato da Fanpage.it, il direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV, Stefano Branca, ha rassicurato sulla sicurezza della popolazione residente nell’area etnea:
Eruzioni di tipo sommitale: L’attività in corso — caratterizzata da fontane di lava, colate ed espulsione di ceneri — è confinata esclusivamente ai crateri sommitali e alla Valle del Bove, un bacino desertico disabitato privo di insediamenti o vegetazione.
Analogia con i vulcani hawaiiani: Il comportamento dell’Etna è del tutto analogo a quello dei vulcani delle Hawaii (come il Kilauea), con emissioni frequenti ma a bassa energia distruttiva, che evitano il pericoloso accumulo di pressione nel sottosuolo.
L’impatto residuo: L’unico reale elemento di criticità rimane la dispersione della nube spinta dai venti verso Sud, fenomeno naturale non controllabile che continua a impattare la mobilità aerea dello scalo di Catania.
Fonte: Fanpage.it