Detenuto di 26 anni arrestato per aver accoltellato a un cameriere in piazza, trovato morto in carcere

2 Luglio 2026 - 8:51

Detenuto di 26 anni arrestato per aver accoltellato a un cameriere in piazza, trovato morto in carcere

A Prato, nel carcere della Dogaia è stato trovato senza vita detenuto di 26 anni arrestato per aver accoltellato a un cameriere in piazza Mercatale. Si chiamava Dennis Antonio Rodriguez Matute e avrebbe

dovuto essere ascoltato dalla procura nell’ambito della denuncia presentata per presunte violenze subite durante il suo arresto. Aveva riportato una frattura alla mandibola e ai medici aveva raccontato che

quella lesione sarebbe stata provocata durante le fasi del fermo, circostanza poi portata all’attenzione della magistratura. Per questo motivo era stato fissato un colloquio in procura nel quale avrebbe

dovuto ricostruire la propria versione dei fatti. In seguito alla morte, il procuratore Luca Tescaroli ha disposto l’autopsia e la procura ha aperto un procedimento ipotizzando il reato di “morte come

conseguenza di un altro reato”. L’autopsia sarà determinante per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare se vi siano elementi utili a ricostruire le ultime ore di vita del detenuto. “Mi ha detto che di

mattina era svenuto per un malore, ma che in quel momento stava bene. Mi ha riferito di non aver mai assunto droga in carcere” a dirlo è l’avvocato Simone Valenti, che aveva assunto la difesa del giovane solo pochi

giorni fa. Il legale ha inoltre spiegato che gli avrebbe anche parlato della presenza di un “grumo di sangue in testa”: “Non ho ben capito a cosa di riferisse, ma certamente a qualcosa di pregresso”. Valenti ha descritto

il ventiseienne come lucido e tranquillo, privo di particolari preoccupazioni. Le cause della morte restano al momento da accertare. Le prime informazioni parlano di un malore accusato all’interno della cella e

di un possibile arresto cardiaco, ma saranno gli accertamenti a stabilire cosa sia realmente accaduto. Tra gli aspetti che gli investigatori intendono approfondire c’è anche l’eventuale assunzione di sostanze

nelle ore precedenti al decesso. Nella nota diffusa dalla procura viene ricordato come il carcere della Dogaia sia da tempo al centro di un’intensa attività investigativa per contrastare episodi di illegalità all’interno

dell’istituto. Le indagini hanno portato, negli ultimi mesi, al sequestro di telefoni cellulari, hashish e cocaina introdotti nel penitenziario attraverso diverse modalità. La morte del giovane, originario

dell’Honduras, apre ora un nuovo fronte investigativo. La procura pratese ha infatti avviato un fascicolo per fare piena luce su quanto accaduto e ha disposto l’autopsia, che dovrà stabilire con precisione le cause del decesso. Fonte Tgcom24.