De Luca Vs de Magistris: la regione accusa il Comune di non aiutare sul focolaio al campo rom

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12 mesi fa - 10 Dicembre 2020

La Regione CAMPANIA chiede al Comune di Napoli di garantire “almeno i propri doveri elementari” nel campo rom della Circumvallazione esterna, zona rossa istituita dall’ente di palazzo Santa Lucia a seguito di un focolaio all’interno della baraccopoli. I residenti nel campo, ricostruisce la Regione, hanno ricevuto assistenza sanitaria grazie all’Asl Napoli 1 Centro “che ha organizzato – si legge in una nota – servizi ambulatoriali per gli adulti e i bambini, un ambulatorio infermieristico e un ambulatorio di sostegno e orientamento psicologico”. L’azienda sanitaria ha anche garantito nei primi due giorni “il vitto “cucinato” (colazione/pranzo/cena) fino a 500 persone. L’obiettivo era quello di permettere l’organizzazione della somministrazione di generi alimentari da parte degli organi competenti, ma – rileva la Regione – viste le difficolta’, l’Asl Napoli 1 Centro garantira’ nuovamente il vitto fino alla fine dell’emergenza” oltre che la presenza di servizi igienici per tutti gli operatori impegnati in campo. “Uno sforzo enorme – sottolineano da Santa Lucia – alle volte mortificato dalle mancanze altrui. La disinfestazione e derattizzazione dell’area d’ingresso non ha prodotto gli effetti desiderati per il mancato intervento di manutenzione che era stato richiesto. E resta anche del tutto fuori uso l’impianto di illuminazione, il che mette a grave rischio le attivita’ in corso nelle ore serali. In questi giorni l’Asl Napoli 1 Centro provvedera’ ad effettuare nuovi tamponi, di guarigione dei positivi o di conferma negativita’ dei contatti stretti, cosi’ da supportare la decisione di rinnovo o meno dell’ordinanza”. A puntare il dito contro il Comune e’ il vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola. “Quanto sta accadendo – dice – desta sconcerto. Sugli aspetti sanitari, l’Asl competente sta svolgendo al meglio le azioni di propria competenza. La Regione e’ pienamente impegnata anche in attivita’ di supplenza, vista l’assenza di altri enti. Ma tale assenza e’ davvero intollerabile. Si invita, pertanto, il Comune di Napoli a garantire almeno i propri doveri elementari, unitamente alla propria partecipata Asi’a, per contribuire a gestire in modo ordinato e civile la situazione che si e’ venuta a determinare”

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