Dalla rapina al suicidio: l’orrore dietro il furto a Donnarumma e la nuova criminalità dei ventenni

18 Dicembre 2025 - 10:56

Dalla rapina al suicidio: l’orrore dietro il furto a Donnarumma e la nuova criminalità dei ventenni

Uno dei ladri coinvolti nel furto milionario ai danni di Gianluigi Donnarumma si è tolto la vita in carcere dopo mesi di torture e vessazioni. Un suicidio che, secondo gli inquirenti francesi, apre uno squarcio inquietante su un nuovo modello di criminalità organizzata: gruppi guidati da giovanissimi, capaci di agire con ferocia estrema e di sfruttare i più deboli come pura manovalanza sacrificabile.

Estate 2023. Il portiere della Nazionale italiana, allora in forza al Paris Saint-Germain, e la compagna Alessia Elefante vengono rapinati nella loro abitazione parigina. Legati, percossi e minacciati con un coltello, subiscono il furto di beni per circa mezzo milione di euro. «Ero impotente, pensavo ad Alessia», racconterà Donnarumma. Dietro quel colpo, però, non c’è solo una banda improvvisata.

Maggio 2024. Seyni, 21 anni, uno degli esecutori materiali della rapina, viene trovato morto nella sua cella nel carcere di Fresnes. Ufficialmente un suicidio, ma per gli investigatori il punto di arrivo di una spirale di violenze iniziate molto prima. Il giovane, con precedenti per droga e un debito contratto per l’acquisto di una moto da cross, era stato reclutato e poi incastrato: per saldare il prestito avrebbe dovuto “pagare in natura”, partecipando alla rapina come autista e palo.

Dopo il colpo, Seyni diventa un problema. Troppo fragile, troppo pericoloso. Secondo l’inchiesta, viene rapito, torturato e perseguitato già quando è ancora libero, poi sottoposto a pressioni sempre più violente anche dal carcere. L’obiettivo: spezzarlo, impedirgli di parlare.

A distanza di due anni, la Brigata Anti-gang di Parigi ha identificato i presunti ideatori del piano: due ventenni, noti come “Ganito” e “Kiki”, già detenuti per reati simili. Gestivano tutto anche dalle celle, forti di una rete criminale alimentata dai social media, dove si reclutano ragazzi indebitati e vulnerabili. Carne da macello, eliminata quando non serve più. Seyni, forse, ne è la prova più tragica.

fonte: fanpage

credito foto: fanpage

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