Mohamed Trabelsi continua a dichiararsi innocente per la morte della compagna Dafne Rebaudo, la trentenne precipitata da un palazzo dopo un volo di circa 27 metri. L’uomo, interrogato in carcere, ha respinto ogni accusa di omicidio, ma la sua versione non ha convinto la giudice, che ha deciso di non concedere la scarcerazione.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, alcuni elementi raccolti dagli investigatori contrasterebbero con il racconto fornito dal quarantenne. In particolare, le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate all’esterno dell’edificio mostrerebbero la giovane mentre entra nel palazzo insieme al cane e sale le scale. Successivamente le riprese immortalerebbero Trabelsi mentre si sposta più volte tra la terrazza e l’appartamento in cui la coppia viveva.
Tra le 4.45 e le 4.48 l’uomo viene inoltre ripreso mentre scende rapidamente le scale con la borsa della donna e il cane al guinzaglio, che, secondo quanto riferito, oppone resistenza. Un dettaglio che si aggiunge agli altri elementi valutati dagli investigatori. Trabelsi aveva infatti sostenuto di essere rientrato nell’abitazione soltanto intorno alle 5 del mattino, circostanza che sarebbe incompatibile con quanto registrato dalle telecamere.
Gli inquirenti stanno approfondendo anche il movente. La madre di Dafne Rebaudo ha escluso con convinzione l’ipotesi del suicidio, ricordando che quella mattina la figlia aveva un appuntamento in banca e progetti già programmati. Le indagini si concentrano invece sulla possibilità che alla base della tragedia ci sia stata una lite. Secondo gli investigatori, la discussione sarebbe avvenuta sul terrazzo, da dove la giovane sarebbe stata spinta. Anche la posizione del corpo, rinvenuto a circa sei metri dal palazzo, viene considerata un elemento compatibile con questa ipotesi e oggetto di ulteriori accertamenti nell’inchiesta.
fonte: Fanpage