Il Napoli chiude il 2025 nel migliore dei modi, espugnando lo Zini di Cremona con un netto 2-0 contro la Cremonese nell’ultima partita dell’anno solare. Un successo che certifica un anno semplicemente straordinario per gli azzurri, culminato con la conquista dello Scudetto trascinati da uno Scott McTominay gigantesco e dalla recente vittoria della Supercoppa, appena una settimana fa, grazie a una prestazione di altissimo livello contro Milan e Bologna.
A Cremona, però, il protagonista assoluto è un altro: Rasmus Højlund. Una prestazione devastante, da attaccante totale, che spazza via definitivamente le etichette frettolose di chi, ai tempi di Manchester, lo aveva liquidato come un “bidone”. Nulla di più lontano dalla realtà: fame, intensità, presenza costante in area e una qualità sotto porta impressionante.
Le scelte e l’avvio sprint
Il Napoli scende in campo con la stessa formazione vista nelle due gare di Supercoppa: niente Lang, ma Elmas largo a sinistra; in mezzo al campo Lobotka a gestire i ritmi insieme a McTominay, con il consueto 3-4-3 e Højlund unica punta.
L’approccio è subito aggressivo e il vantaggio arriva quasi immediatamente. Spinazzola calcia da fuori, il tiro viene deviato e la palla finisce sui piedi di Højlund: destro secco, tap-in semplice e 1-0 Napoli. È il primo sigillo di una serata destinata a portare la sua firma.
Dominio azzurro e difesa solida
Dopo il gol, il Napoli continua a spingere, soprattutto sulla fascia sinistra con uno Spinazzola molto attivo. McTominay si inserisce con continuità, mentre la Cremonese fatica a rendersi davvero pericolosa. Qualche tentativo in profondità di Vardy c’è, ma viene quasi sempre fermato dalla linea difensiva azzurra per fuorigioco.
Nonostante l’assenza di Buongiorno, la retroguardia partenopea regge senza affanni, con Jesus impeccabile nel mantenere la posizione e nel guidare il reparto.
Ancora Højlund: fame e ferocia
Il secondo gol è la fotografia perfetta della serata e dell’atteggiamento di Højlund. Cross dalla destra, McTominay salta in area in un’azione non priva di dubbi per un possibile contatto con Zerbin, la palla scivola sul mancino dell’attaccante danese che, al volo, la scaraventa alle spalle di Audero. È 2-0, ed è ancora lui.
Højlund flirta più volte con la tripletta: ben cinque conclusioni verso la porta, alcune neutralizzate da un attento Audero, altre finite di poco fuori. Ma il dato più impressionante è un altro: ogni pallone che transitava in area sembrava destinato a lui. Un attaccante famelico, dominante, semplicemente monumentale.
Classifica e prospettive
Con questa vittoria, il Napoli chiude il 2025 in slancio e si porta a un solo punto dal Milan. L’Inter, con una partita ancora da recuperare, resta potenzialmente a -2 se dovesse vincere, mentre attenzione anche alla Juventus, attualmente quarta ma con due gare in più rispetto all’Inter e una in più rispetto agli azzurri.
Il messaggio, però, è chiarissimo: il Napoli c’è, ed è più vivo che mai. E se il 2025 è stato l’anno dello Scudetto e dei trofei, il 2026 promette di essere altrettanto infuocato, con un Højlund così al centro del progetto.