La Corte d’Appello ha confermato la condanna nei confronti di Riccardo Bossi per il reato di maltrattamenti ai danni della madre, respingendo di fatto la richiesta di modifica della sentenza pronunciata in primo grado. La decisione conferma la pena di un anno e quattro mesi di reclusione già stabilita dal Tribunale, in relazione a fatti risalenti al 2016.
Il procedimento giudiziario riguarda il figlio di Umberto Bossi, storico fondatore della Lega, e rappresenta un ulteriore passaggio di una vicenda iniziata diversi anni fa. Nel giugno del 2025 il Tribunale aveva riconosciuto l’imputato colpevole del reato contestato, infliggendo una condanna a un anno e quattro mesi.
Durante il processo di secondo grado, la Procura generale aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, richiesta che è stata accolta dalla Corte d’Appello, la quale ha ribadito integralmente il precedente verdetto.
Il legale difensore di Riccardo Bossi, l’avvocato Federico Magnante, ha annunciato l’intenzione di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo la necessità di un ulteriore esame della vicenda giudiziaria. Il ricorso rappresenterà quindi il prossimo passaggio processuale, con l’obiettivo di ottenere una revisione della sentenza emessa in appello.
La pronuncia della Corte conferma, allo stato attuale, la responsabilità dell’imputato per i maltrattamenti contestati, mantenendo invariata la pena stabilita nel precedente grado di giudizio. Sarà ora la Cassazione, qualora il ricorso venga formalmente presentato, a valutare eventuali profili di legittimità della decisione e a stabilire se confermare definitivamente il verdetto o disporre ulteriori accertamenti.
Fonte: Adnkronos