Conduttrice condannata a morte per narcotraffico

7 Settembre 2026 - 18:48

Conduttrice condannata a morte per narcotraffico

Il tribunale penale del Cairo ha condannato a morte per impiccagione la conduttrice televisiva 39enne Sarah Khalifa e altre 11 persone, al termine di un maxi-processo che ha coinvolto complessivamente 28 imputati. L’accusa contestata è di aver fatto parte di un’organizzazione criminale dedita all’importazione di materie prime, alla produzione di droghe sintetiche in appartamenti adibiti a laboratorio e alla successiva distribuzione sul mercato, con il sequestro di oltre 750 chili di sostanze, materiali di lavorazione, armi e munizioni.

Nel verdetto emesso sabato 5 settembre, oltre alle 12 condanne alla pena capitale – ciascuna accompagnata da una sanzione di 500mila sterline egiziane (circa 8mila euro) –, la corte ha inflitto nove ergastoli e disposto sette assoluzioni. La decisione è giunta dopo l’acquisizione del parere consultivo del Gran Muftì d’Egitto. Khalifa, che si è sempre dichiarata innocente, ha annunciato ricorso tramite i propri legali.

Volto celebre dell’emittenza egiziana (dagli esordi sui canali ART e Al Sharqiya fino alla notorietà con il format di cronaca nera “Mission Impossible” e al recente “Sarah and Beka” nel 2024), l’imputata era attiva anche nell’imprenditoria tra cliniche estetiche e agenzie di eventi. Secondo la procura, la donna avrebbe svolto un ruolo chiave di coordinamento e sostegno finanziario della rete, mantenendo contatti all’estero con i vertici dell’organizzazione, come emergerebbe da chat e immagini rinvenute sul suo smartphone.

La posizione giudiziaria di Khalifa è ulteriormente gravata da un secondo e distinto procedimento: nello stesso giorno della sentenza capitale, la 39enne è stata condannata a tre anni di reclusione per il sequestro e l’aggressione di un giovane, che sarebbe stato spogliato, percosso e filmato senza vestiti all’interno della sua abitazione

Fonte: Fanpage.it

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