Caporalato e sfruttamento dei braccianti, 20 persone fermate nell’inchiesta

2 Settembre 2026 - 15:39

Caporalato e sfruttamento dei braccianti, 20 persone fermate nell’inchiesta

Venti persone sono state fermate nell’ambito di un’importante operazione contro il caporalato e lo sfruttamento della manodopera agricola. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri su delega della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, al termine di un’indagine avviata nel 2020.

I destinatari del decreto di fermo sono 20 cittadini stranieri: 18 di nazionalità pakistana, uno indiano e uno del Bangladesh. A loro vengono contestati, a vario titolo, diversi reati, tra cui associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, riduzione in schiavitù, estorsione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’operazione ha interessato principalmente la Piana di Sibari ed è stata condotta dai militari del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, con il supporto dei reparti territoriali dell’Arma di diverse province italiane.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’inchiesta avrebbe portato alla luce l’esistenza di due distinte associazioni per delinquere, considerate interconnesse sul piano operativo.

La prima organizzazione, composta e guidata da cittadini stranieri, avrebbe esercitato un controllo pressoché monopolistico sulla manodopera agricola della zona. I lavoratori sarebbero stati sottoposti a condizioni di forte sfruttamento e costretti a vivere in abitazioni fatiscenti e prive di servizi essenziali.

In alcuni casi, secondo l’accusa, negli alloggi sarebbero state ospitate fino a 20 persone contemporaneamente. Le strutture, situate nel centro storico di un Comune della zona, sarebbero state prive di riscaldamento, luce e gas. Dai salari dei lavoratori sarebbero inoltre state trattenute somme comprese tra 50 e 60 euro al mese per l’alloggio.

La seconda associazione, invece, sarebbe stata composta da cittadini italiani e avrebbe avuto come obiettivo il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, attraverso il presunto aggiramento delle procedure legate al decreto Flussi e al decreto Rilancio.

Le accuse dovranno ora essere verificate nel corso del procedimento giudiziario.

Fonte: ANSA.

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