La Procura di Belluno ha deciso di non archiviare il caso del bimbo di 11 anni lasciato a piedi dal bus scolastico. La famiglia, tuttavia, vorrebbe ritirare la denuncia.
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La Procura di Belluno ha deciso di non archiviare il caso del bimbo di 11 anni lasciato a piedi dal bus scolastico. La Procura di Belluno, infatti, è intenzionata a proseguire e chiudere le indagini con un avviso di garanzia nei confronti dell’autista, Salvatore Russotto, 61 anni, dipendente della società La Linea che opera in subappalto per Dolomiti Bus. L’ipotesi di reato resta quella di abbandono di minore.
I fatti risalgono alla fine di gennaio, nel pieno periodo pre-Olimpiadi di Milano-Cortina. Secondo quanto ricostruito, il bambino sarebbe stato fatto scendere dal mezzo pubblico lungo la tratta tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore perché sprovvisto del nuovo biglietto “olimpico” da 10 euro, introdotto da pochi giorni. Una scelta che, secondo la prima ricostruzione, avrebbe impedito al piccolo di proseguire il viaggio verso casa. Era già tardo pomeriggio, con condizioni meteorologiche difficili, tra neve e freddo.
Nel corso delle indagini, la Procura ha raccolto elementi e testimonianze utili a ricostruire l’accaduto e ha deciso di non archiviare il fascicolo. L’intenzione, secondo quanto trapela, è quella di procedere con l’emissione dell’avviso di garanzia nei confronti dell’autista, aprendo così la fase conclusiva dell’inchiesta.
La posizione della famiglia, tuttavia, negli ultimi giorni è parzialmente cambiata. Pur senza mettere in discussione la gravità dei fatti, la madre ha fatto sapere che l’obiettivo non era quello di arrivare a conseguenze penali pesanti per l’autista. “Non volevamo il licenziamento dell’autista, ma solo le sue scuse”. Ha dichiarato, spiegando che l’intento principale era quello di sollevare un problema legato alla gestione del servizio e alla rigidità delle regole introdotte.
Fonte: Fanpage
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