Al New Balance Arena l’Atalanta batte il Napoli 2-1 e riapre la corsa portandosi a meno cinque dagli azzurri. Una vittoria meritata per quanto fatto nel secondo tempo dalla squadra di Gasperini, ma una partita che lascia dietro di sé polemiche pesanti sull’arbitraggio di Chiffi e, più in generale, sull’ennesima gestione discutibile del protocollo VAR.
Il Napoli parte bene e trova il vantaggio su calcio piazzato. Punizione conquistata su fallo di Scalvini, Gutiérrez batte morbido in mezzo e Beukema, lasciato completamente solo, colpisce di testa e batte Carnesecchi. È l’1-0 per gli azzurri, che fino a quel momento avevano interpretato meglio la gara, con ordine e personalità.
Poco dopo arriva il primo episodio chiave. Højlund riceve palla da Vergara, si porta il pallone sul sinistro e c’è un contatto tra ginocchia con l’avversario. Chiffi, ben posizionato, fischia calcio di rigore. Il VAR lo richiama e il penalty viene revocato. Il contatto è leggero, e si può discutere sull’intensità, ma non si può ignorare il principio: non sembrava un chiaro ed evidente errore. Eppure si interviene. È questo che lascia perplessi, perché il protocollo appare ogni settimana interpretato in modo diverso.
L’episodio più clamoroso arriva poco dopo. Højlund sulla destra salta ancora il diretto avversario, c’è un contatto reciproco con trattenute leggere da entrambe le parti, l’avversario cade. La palla arriva in mezzo, Vergara la sporca e Gutiérrez segna col mancino. Chiffi annulla per fallo di Højlund. Una decisione che lascia increduli. Il contatto c’è, ma è bilanciato, e soprattutto non appare tale da giustificare l’annullamento. Nessun intervento del VAR, nessuna revisione ulteriore. Da possibile 2-0 si resta sull’1-0. E le partite, spesso, girano proprio su episodi come questo.
L’Atalanta prende fiducia, si accende e cresce minuto dopo minuto. Zalewski mette qualità sulle corsie e da calcio d’angolo arriva il pareggio: cross preciso, Pasalic spizza di testa e batte Milinkovic-Savic per l’1-1. Fino a quel momento il portiere azzurro era stato attento e sicuro, ma in quell’occasione non può intervenire.
Nel secondo tempo l’Atalanta è superiore. Alza il ritmo, pressa, attacca con continuità. Il Napoli cala fisicamente, Alisson Santos appare stanco e le linee si allungano. L’ingresso di Scamacca aumenta il peso offensivo dei nerazzurri e la pressione diventa costante.
Il gol decisivo arriva con Samardzic, subentrato, che trova un colpo di testa angolatissimo su cui Milinkovic-Savic non può arrivare. È il 2-1 che chiude la partita. L’Atalanta vince con merito per quanto prodotto nella ripresa, ma resta la sensazione di una gara pesantemente condizionata dagli episodi arbitrali.
Il Napoli esce sconfitto e con rabbia. Non solo per il risultato, ma per un sistema che continua a dare l’impressione di non avere criteri chiari e uniformi. Le decisioni di Chiffi, tra rigore revocato e gol annullato, pesano sull’economia della gara. E quando il margine è sottile, certi episodi fanno tutta la differenza del mondo.
L’Atalanta accorcia a meno cinque e riapre la corsa. Il Napoli resta davanti, ma con la consapevolezza che, oltre agli avversari, dovrà imparare a convivere anche con un’incertezza arbitrale che ormai sta diventando sempre più difficile da commentare.