Cultura

ANTEPRIMA LIBRO PIETRO PERONE – DON RIBOLDI IL CORAGGIO TRADITO

ANTEPRIMA LIBRO PIETRO PERONE – DON RIBOLDI IL CORAGGIO TRADITO

Don Riboldi (1923-2023)

 Il coraggio tradito

Anteprima nazionale della presentazione

del volume di Pietro Perone

Mercoledì 23 novembre ore 18

Chiesa di Santa Maria di Portosalvo

Via Alcide De Gasperi 61, Napoli

Un libro per conoscere un eroe del passato, ma anche per scoprire quanto resta ancora da fare. Ecco la sintesi, l’essenza e l’obiettivo di “Don Riboldi (1923-2023). Il coraggio tradito” (San Paolo Edizioni) il nuovo libro del giornalista Pietro Perone, caporedattore del quotidiano “Il Mattino”.

Il volume sarà presentato, in anteprima nazionale, mercoledì 23 novembre alle 18 a Napoli nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo (in via De Gasperi 61) con gli interventi di Salvatore Fratellanza, presidente del Comitato di Gestione delle Arciconfraternite Commissariate della Diocesi di Napoli, Don Tonino Palmese,

presidente della Fondazione Pol.i.s., Paolo Siani, consigliere della Fondazione Giancarlo Siani e del giornalista Massimo Milone, già direttore di Rai Vaticano. Le conclusioni della riflessione saranno affidate a Mons. Antonio Di Donna, presidente della Conferenza Episcopale della Campania, autore di un appassionata prefazione al volume

nella quale racconta: “il nostro “don Antonio”, come amava familiarmente farsi chiamare, è stato un profeta in senso biblico, perché ha dato speranza a un popolo, aiutandolo ad alzare la testa; ha aiutato ad alzare la testa ai poveri e ai deboli, ai ‘senzatutto’, come li chiamava lui”.

Don Riboldi, come spiega Di Donna nella sua prefazione “ha agito innanzitutto con la Parola, l’annuncio del Vangelo e con la denuncia profetica, ma l’ha fatto anche con concreti gesti di liberazione: tra i terremotati di Santa Ninfa nel Belice, ad Acerra contro la camorra, ma anche con i terroristi e le Brigate Rosse, incontrati

nelle carceri italiane insieme con un altro grande pastore, l’arcivescovo di Milano, il compianto Cardinale Carlo Maria Martini. Ma egli è stato soprattutto un pastore, un “vescovo fatto popolo”, un defensor civitatis come gli antichi vescovi”.

Il volume di Perone è uscito in questi giorni nelle librerie italiane a poche settimane dal centenario della nascita (16 Gennaio 1923 nel piccolo comune brianzolo di Triuggio) di uno degli uomini di Chiesa maggiormente

impegnati per la legalità e per la dignità umana. “La sua fu una voce che si fece sentire in Parlamento, in dialogo (e in polemica) con i politici – si legge sulla copertina – ma anche in mezzo ai giovani, alla gente comune e faccia a faccia con i criminali che volevano imporre la propria autorità su ogni aspetto della vita sociale”.

La lotta di Mons. Riboldi fu efficace? Forse non del tutto come ricostruisce il libro. “Essa, però, – sottolinea Perone – avviò una presa di coscienza indispensabile per i successi giudiziari contro la camorra, ma restò anche, in parte, inascoltata perché egli voleva una riforma del vivere civile di

Napoli, di tutta la Campania e del Mezzogiorno. E questa non è ancora venuta. Oggi i luoghi del Vescovo sono tristemente noti come “Terra dei Fuochi”, dimenticati dallo Stato e avvelenati da nuovi e feroci criminali. Simbolo di una lunga storia di coraggio e di grandi tradimenti”.

Pietro Perone negli anni Ottanta è stato uno dei “ragazzi” di don Riboldi. Il suo libro racconta molte vicende vissute in presa diretta come quelle del novembre e dicembre 1982: in migliaia marciano con il Vescovo di Acerra, mons. Riboldi. Manifestano con lui, con coraggio, contro la camorra e contro il suo potere.

Molti, oggi, ricordano quelle manifestazioni come il loro “25 aprile. Tra questi, l’autore che racconta: “nel 1982 da studente di liceo fu tra gli organizzatori della prima assemblea ad Ottaviano e poi della storica marcia Somma Vesuviana-Ottaviano del 17 dicembre con Luciano Lama, il vescovo di Nola, Giuseppe Costanzo, Antonio

Bassolino e sempre con don Riboldi alla testa del lungo corteo”. I suoi insegnamenti sul ‘dovere della verità’ hanno ispirato l’intera carriera giornalista di Perone che ha seguito, ad esempio, per anni l’inchiesta sul delitto del collega Giancarlo Siani che ha portato alle condanne di mandanti e killer.