Almeno 60 militari statunitensi avrebbero chiesto di essere esonerati dal plotone d’esecuzione incaricato di uccidere Nidal Hasan, l’ex psichiatra dell’esercito condannato a morte per la strage di Fort Hood del 2009. A suscitare polemiche non è soltanto la partecipazione dei soldati alla fucilazione, ma anche la proposta del segretario alla Difesa Pete Hegseth di trasmettere l’esecuzione in streaming. Anche il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che non assisterà alla diretta, qualora venisse realizzata.
A riferire delle richieste è stato Mikey Weinstein, fondatore della Military Religious Freedom Foundation, che avrebbe raccolto le segnalazioni di militari preoccupati per la possibilità di essere selezionati. Tra loro ci sarebbero soldati cattolici e protestanti, contrari a prendere parte a un’esecuzione che, secondo Weinstein, rischierebbe di trasformarsi in uno spettacolo pubblico. Resta da chiarire come verranno scelti i componenti del plotone e quante richieste saranno effettivamente accolte.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’arcivescovo Timothy Broglio, responsabile dell’assistenza pastorale cattolica ai militari statunitensi, invitando i soldati cattolici eventualmente assegnati al plotone a chiedere l’esonero. Il religioso ha richiamato la contrarietà della Chiesa alla pena di morte, sollevando inoltre interrogativi sulle conseguenze psicologiche per chi sarà chiamato a sparare e sui possibili effetti della trasmissione sui più giovani.
Le critiche arrivano anche da Alonzo Lunsford, ex sergente dell’esercito sopravvissuto alla strage, durante la quale fu ferito sette volte. Pur volendo guardare Hasan negli occhi al momento dell’esecuzione, Lunsford ha dichiarato di non voler trasformare la sua morte in un evento da spettacolo, esprimendo preoccupazione soprattutto per i bambini e gli adolescenti che potrebbero assistere alla diretta.
Anche lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson, ha messo in guardia dal rischio che il video venga utilizzato come propaganda terroristica e strumento di reclutamento.
Il 5 novembre 2009 Hasan aprì il fuoco nella base militare di Fort Hood, in Texas, uccidendo 13 persone e ferendone altre 32. Condannato a morte nel 2013 da una corte marziale, rimase paralizzato dalla vita in giù dopo essere stato colpito durante l’arresto. L’esecuzione sarebbe prevista per il 3 dicembre, salvo impedimenti legali. Se confermata, rappresenterebbe un evento eccezionale nella storia militare americana.
fonte fanpage
credito foto fanpage