Una notizia devastante si abbatte sul mondo dell’atletica leggera e sulla tormentata parabola sportiva di Alex Schwazer. L’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca (NADA) ha disposto la sospensione cautelare immediata del marciatore azzurro, oggi quarantunenne, dopo il riscontro di tracce di eritropoietina (EPO) sia nei campioni di sangue sia in quelli di urine. Vista la recidiva, qualora le controanalisi confermassero l’esito, l’atleta altoatesino rischierebbe la radiazione definitiva dalle competizioni.
In particolare, i fatti contestati si riferiscono a un controllo effettuato lo scorso 26 aprile 2026 a Kelsterbach, in occasione dei campionati nazionali di marcia su strada tedeschi. In quella gara, il campione olimpico di Pechino 2008 aveva stabilito la migliore prestazione italiana sulla distanza dei 42,195 km con il tempo di 3h01’55”, accarezzando la speranza — poi sfumata per la mancata convocazione — di partecipare agli Europei di Birmingham.
Il comunicato ufficiale della NADA tedesca
L’autorità antidoping della Germania ha formalizzato l’apertura del procedimento con una nota ufficiale che lascia poco spazio alle interpretazioni:
“L’Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA) ha avviato un procedimento di gestione dei risultati […] nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer per una possibile violazione delle norme. Ai campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classificata come sostanza S.2 nella lista WADA) è stata rilevata sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue”.
Il terzo caso in carriera dopo il rientro nel 2025
Infatti, per il marciatore di Vipiteno si tratta del terzo incubo antidoping in un percorso agonistico segnato da lunghi stop e infinite battaglie legali:
2012 (Londra): Primo stop per positività all’EPO, con piena ammissione di colpa da parte dell’atleta alla vigilia dei Giochi Olimpici.
2016 (Rio): Seconda squalifica per presenza di steroidi. Un caso fortemente controverso in cui Schwazer ha sempre professato la propria innocenza, ottenendo un’assoluzione sul piano penale dal Tribunale di Bolzano per non aver commesso il fatto, ma vedendosi comunque respinti i ricorsi sportivi dal TAS fino alla scadenza della squalifica, che gli ha permesso di tornare a gareggiare solo nel 2025.
In conclusione, questo nuovo stop cancella bruscamente gli sforzi dell’ultimo anno di rientro alle gare e riapre una ferita profonda nella storia dell’atletica italiana, ponendo di fatto una pietra tombale sulla carriera del marciatore.
fonte: Fanpage.it