La protesta degli agricoltori si accende con un presidio di trattori contro l’impennata dei prezzi del carburante. I costi ormai insostenibili stanno paralizzando i lavori nei campi proprio alla vigilia della semina autunnale.
A scendere in piazza sono stati i produttori di Gela, in Sicilia. Nonostante il carburante ad uso agricolo goda di un regime agevolato, il suo prezzo è più che raddoppiato negli ultimi tempi, rendendo impossibile l’acquisto per molti coltivatori.
I numeri spiegano bene la gravità dell’emergenza. Per preparare i terreni e avviare le semine, programmate tra questo e il prossimo mese, le aziende con i macchinari più grandi arrivano a spendere dai 350 ai 600 euro al giorno soltanto per il carburante. Cifre che azzerano qualsiasi margine di guadagno e costringono a fermare le macchine.
Di fronte a questa situazione, i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia. “Dovremmo già avere i campi pronti per la semina, invece siamo completamente bloccati perché oggi non riusciamo ad acquistare il carburante”, spiegano esasperati dai blocchi. La mobilitazione non si fermerà a breve: i produttori hanno già annunciato l’intenzione di rimanere in presidio giorno e notte finché non cambierà qualcosa.
Fonte: La Repubblica; Sky Tg24