Un rider di 29 anni è stato brutalmente aggredito durante una consegna serale, riportando lesioni che hanno reso necessario il ricovero in ospedale con una prognosi di sette giorni. Alla base dell’episodio, una banale contestazione sul resto: mancavano circa 7,50 euro da consegnare al cliente.
Il fatto è avvenuto intorno alle 22:30, durante uno degli ultimi ordini della giornata. Il giovane, Mohamed Elsisi, studente di Ingegneria informatica al Politecnico di Torino, lavora come rider per mantenersi agli studi. Dopo aver consegnato il cibo, si è accorto di non avere il resto completo. Ha quindi spiegato alla cliente la possibilità di risolvere tramite il servizio assistenza della piattaforma Glovo, ma la situazione è rapidamente degenerata.
Secondo il suo racconto, alla donna si sarebbero aggiunte altre due persone, da lei conosciute, che avrebbero iniziato a insultarlo per poi passare alla violenza fisica. Il 29enne è stato colpito ripetutamente, fino a perdere conoscenza dopo un pugno al volto. Durante l’aggressione, gli sarebbero stati sottratti il cibo appena consegnato e il telefono, poi gettato a terra, mentre gli aggressori si davano alla fuga.
A soccorrerlo è stato un passante, che ha allertato i sanitari. Trasportato in ospedale, il giovane ha riportato traumi al volto e danni ai denti. Oltre alle conseguenze fisiche, restano quelle psicologiche: “Da quella sera non riesco a dormire, ho paura”, ha riferito.
Il rider, in Italia da oltre due anni, svolge questo lavoro per la flessibilità che consente di conciliare studio e occupazione, con guadagni mensili tra i 500 e i 600 euro per turni di 6-7 ore al giorno. Ha sottolineato come il rischio non riguardi solo il traffico, ma anche il contatto diretto con clienti potenzialmente aggressivi.
L’episodio riaccende il tema delle condizioni di sicurezza dei lavoratori del delivery, spesso esposti a situazioni di vulnerabilità. “Servono più tutele, non siamo animali”, ha dichiarato, chiedendo interventi concreti a protezione della categoria.