A Napoli, 18enne denuncia: “Sequestrata e violentata da 8 uomini”

19 Ottobre 2026 - 8:46

A Napoli, 18enne denuncia: “Sequestrata e violentata da 8 uomini”

Una giornata trascorsa in Costiera Sorrentina insieme al fidanzato, il rientro verso casa a bordo della Circumvesuviana e poi un buio improvviso, sfociato in una notte d’inferno. È la drammatica

testimonianza di una diciottenne ucraina, da tempo residente a Pozzuoli con la madre, che ha raccontato alla polizia di essere stata sequestrata, stordita con sostanze stupefacenti e violentata a Napoli,

non lontano dalla stazione di Piazza Garibaldi. Gli investigatori della Squadra Mobile, affiancati dal pool della Procura dedicato alle fasce deboli, sono al lavoro per fare piena luce sull’accaduto.

Al momento le indagini si concentrano sull’analisi dei filmati raccolti dalle telecamere di videosorveglianza della zona e sulla ricerca di potenziali testimoni che venerdì sera viaggiavano sul medesimo

convoglio ferroviario. Stando a quanto riferito dalla ragazza agli agenti, il fidanzato sarebbe sceso dal treno a una fermata precedente alla sua. Da quel momento in poi, nella sua mente si è aperto un vuoto

totale. La diciottenne ha spiegato di essersi risvegliata ore dopo all’interno di un immobile nei pressi di via Bologna, senza avere idea di come vi fosse arrivata. Lì dentro avrebbe trovato otto uomini

stranieri: due di questi le avrebbero fatto un’iniezione endovenosa prima di abusare di lei. A far scattare i soccorsi è stata la madre. Rilasciata poco prima del sorgere del sole, la giovane è riuscita a correre verso la

stazione, trovando riparo all’interno dei bagni di un fast food per poi telefonare a casa. La madre, nel sollecitare l’intervento delle pattuglie, ha spiegato ai poliziotti che la figlia — in cura per sbalzi d’umore —

era terrorizzata, sotto shock e visibilmente alterata. Portata prima in commissariato con evidenti ecchimosi ed escoriazioni sul corpo, la giovane è stata poi trasferita d’urgenza all’ospedale Cardarelli tramite

un’ambulanza del 118. I sanitari le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in trenta giorni e hanno aperto per lei la procedura del “Percorso Rosa”, riservata alle vittime di abusi sessuali. Resta ora da chiarire la dinamica esatta di quelle ore e verificare ogni elemento del racconto. Fonte Tgcom24,