6 doci si vaccino Pfizer tutte insieme. Le condizioni della giovane ora preoccupano

di  Daniela Devecchi
5 mesi fa - 14 Maggio 2021

Massa, peggiorano le condizioni della ragazza vaccinata con quattro dosi di vaccino. Episodio di “ malasanità” in Toscana legato alle vaccinazioni contro il Covid. Una giovane donna di 23 anni è stata vaccinata con circa quattro dosi del vaccino Pfizer, generando non poca
apprensione da parte dei genitori. In un primo momento si pensava che l’errore dell’ infermiera potesse avere conseguenze gravissime di fronte alla confessione della tirocinante di aver inoculato per “distrazione” circa sei dosi. A seguito di accertamenti dell’Asl della Toscana si è appreso che le dosi inoculate erano state quattro. Eppure questa “rassicurazione” non ha ovviamente diminuito il timore che la giovane potesse essere soggetta ad effetti collaterali devastanti. L’errore nell’ iniezione delle dosi è stata una conseguenza di scarsa esperienza e superficialità dovute al fatto che l’infermiera fosse alle prime armi. Un errore così grave da mettere in allarme l’intera Asl della Regione Toscana a partire da domenica scorsa, giorno in cui si è compiuto il “misfatto”.

L’ evolversi della situazione

C’è da dire che i flaconcini del vaccino Pfizer possono contenere circa sei dosi che vanno diluite e distribuite. Ora, a seguito della “conta” dei pazienti presenti che fino a quel momento avevano ricevuto il vaccino, si è arrivati alla conclusione che le dosi somministrate nel corpo
della ragazza fossero quattro e non sei ,come in un primo momento si era temuto. Ma il pericolo di una qualsiasi reazione avversa non era assolutamente diminuito. Questa consapevolezza da parte dei medici di una probabile reazione violenta del vaccino ha fatto scattare l’allarme, facendo in modo che la 23enne fosse messa sotto osservazione. In un primo momento non ci sono stati sintomi evidenti ma la situazione ad oggi è andata via via peggiorando. La madre infatti ha rilasciato dichiarazioni importanti e preoccupanti non nascondendo i forti timori riguardo il peggioramento delle condizioni.

L‘ aggravarsi della situazione

Disidratazione, fortissimi mal di testa, braccia gonfie e un pallore dovuto molto probabilmente alla disidratazione sono le conseguenze verificatesi dopo una settimana dall’iniezione. La donna continua a ripetere che Virginia beve in continuazione, circa 7 litri di acqua al giorno, ma le labbra continuano ad essere secche con la presenza di una sete insaziabile. In questo contesto di profonda incertezza è intervenuto il virologo Pregliasco, il quale ha dichiarato che è essenziale che vi sia un monitoraggio costante della situazione per evitare conseguenze ancora piu’ estreme. Una dichiarazione molto forte che ha determinato accertamenti approfonditi e un monitoraggio h 24 . Accertamenti che vanno dalle analisi del sangue che devono essere fatte necessariamente a distanza di 12 ore l’una dall’altra a altri test importanti quali quello della glicemia. La ragazza non fa altro che piangere e disperarsi e per questo motivo è stato chiesto anche un sostegno psicologico per cercare di limitare l’angoscia ormai presente in maniera pressante.

L’importanza del parere dei virologi dei medici

Per salvare la giovane vita “vittima” di vaccinazione è scesa in campo l’università statale Di Milano attraverso uno dei suoi maggiori esponenti: il virologo Fabrizio Pregliasco. Il medico E’ stato mandato in Toscana al capezzale della 23 enne proprio per seguire da vicino intera vicenda per la sua estesa cognizione del virus e dei vaccini creati per combatterlo. Abbiamo detto dell’ indispensabile sostegno morale e psicologico che deve essere fatto nei confronti della vaccinata e le dichiarazioni del virologo si muovono in questa direzione.

Le prime parole di Pregliasco

L’esperto medico, a seguito delle interviste cui è sottoposto, ha dichiarato il suo ottimismo riguardo l’ accaduto nonostante le pesanti conseguenze della giovane le cui condizioni, ora, destano una certa preoccupazione. Essenziale per il medico specialista è l’ attenzione e il controllo che devono essere compiuti in maniera maniacale per evitare risvolti che potrebbero essere mortali . Di fronte alle prime reazioni negative che abbiamo descritto , il dottore preposto ha voluto gettare acqua sul fuoco e tranquillizzare un po’ tutti. Lui stesso ha tenuto a sottolineare l’analogia di questo caso con un altro già avvenuto in Germania che per fortuna non ha comportato conseguenze drastiche o dannose. Di fronte all’ incalzare delle domande dei giornalisti, ha precisato il fatto che questa disidratazione cui è soggetta la
paziente, è un fenomeno inaspettato che non ha soluzione alcuna. Di contro,  la speranza è che sia soltanto un effetto avverso momentaneo.

Le reazioni della “super vaccinata”

La reazione fisica da parte di Virginia in un primo momento e’ stata abbastanza blanda. Infatti si sono manifestati sintomi molto simili a chi è soggetto alla vaccinazione per la prima volta. Questi segnali sono, come tutti sanno, febbre, dolore alle ossa e al braccio scelto per l’iniezione. Insomma nulla lasciava trasparire le conseguenze ben più gravi che si sono presentate a distanza di 5 giorni ,quali ricordiamo la disidratazione continua. In un primo momento, anzi, sia la ragazza che i genitori tenevano a sottolineare che, per l’accaduto, nona vrebbero neppure sporto denuncia. La ASL di Massa Carrara si è mossa però in maniera molto pronta e veloce, provvedendo al trasferimento della
malcapitata all’ospedale Careggi di Firenze cui è stato affidato il compito delicato di provvedere alle
continue analisi cui deve essere sottoposta. Importante in questa pesante situazione è stata la dichiarazione di Virginia che in un certo senso, come detto,  ha perdonato l’infermiera dichiarando che “non voleva che la tirocinante si sentisse in colpa per un errore che poteva capitare a tutti.”

Il richiamo del vaccino

Dunque una situazione che ha generato preoccupazione e timore nei genitori della ragazza, ma non
allarmismo. O almeno, non al momento per fortuna. E si spera neanche per il futuro. Ora noi tutti sappiamo che il vaccino per essere efficace ha bisogno di un “richiamo”, ossia di essere fatto una seconda volta per avere efficacia al 100%. È probabile che Virginia nonostante le quattro dosi subite, dovrà quindi sottoporsi di nuovo al vaccino. Questo perché l’ inoculazione delle quattro dosi del Pfizer avvenute in contemporanea è molto probabile che le abbiano provocato una distruzione degli anticorpi rendendo vano l intero” iter” vaccinale. Una situazione quindi paradossale ma che come lo è stato fino ad oggi, si spera possa risolversi, quanto prima, nel migliore dei modi.

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