Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026 qualcuno ha trovato il corpo di Zoe Trinchero, 17 anni, nel rio Nizza, vicino a un distributore alla periferia di Nizza Monferrato. Un residente ha notato il corpo e, subito dopo, ha avvisato gli amici della ragazza, che la cercavano da ore. Fin dai primi controlli, inoltre, i carabinieri hanno escluso l’ipotesi di una caduta accidentale. Sul corpo, infatti, gli investigatori hanno rilevato segni di percosse, un trauma cranico e lesioni da strangolamento.
Nel frattempo, la Procura di Alessandria ha aperto un’indagine per omicidio e ha ricostruito rapidamente gli ultimi movimenti di Zoe. Di conseguenza, l’attenzione si è concentrata su Alex Giuseppe Manna, 19 anni, l’ultimo ad averla vista viva. Dopo un lungo interrogatorio, quindi, il giovane ha confessato ed è stato trasferito nel carcere di Alessandria.
Inizialmente, però, il ragazzo ha cercato di depistare le indagini. Prima ha raccontato agli amici di un’aggressione compiuta da un’altra persona. Per questo motivo, alcune persone si sono radunate sotto casa dell’uomo indicato, creando tensione. I carabinieri sono intervenuti subito e hanno chiarito la sua totale estraneità.
Zoe viveva a Nizza Monferrato e lavorava al bar della stazione. Dopo il turno, quella sera, aveva cenato con amici e poi era uscita brevemente. Poco dopo, si era allontanata con Manna.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane avrebbe reagito con violenza dopo un rifiuto. In seguito l’avrebbe colpita e poi strangolata. Infine, avrebbe gettato il corpo nel rio, tentando di nascondere tutto.
fonte e foto credits Fanpage