Violenza sessuale su minori online, due arresti e sei indagati in tutta Italia

3 Febbraio 2026 - 9:50

Violenza sessuale su minori online, due arresti e sei indagati in tutta Italia

Con l’accusa di violenza sessuale online a distanza su minori e “detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico”, due uomini di 47 e 31 anni, rispettivamente di Trento e

Reggio Calabria, sono stati arrestati. Grazie all’inchiesta della Procura di Milano, condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale, e coordinata dal procuratore

di Milano Marcello Viola, emerge che, sarebbero sei le persone indagate per il fenomeno noto come “live distant child abuse”. Come spiega il procuratore Viola, anche a carico degli altri quattro indagati,

“di età compresa tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano” sarebbe stato trovato e sequestrato un importante quantitativo di materiale informatico, che verrà sottoposto

ad analisi per ricostruire i fatti di indagine e “per appurare il coinvolgimento di ulteriori soggetti e l’identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali”. Tra gli indagati anche Iyas

Ashkar, ex presidente della commissione Commercio di Brescia, eletto nella lista della sindaca Laura Castelletti, che venerdì scorso si era dimesso dal consiglio comunale per “motivi personali”. Gli agenti della Polizia

postale gli avrebbero trovato centinaia di file pedopornografici. “Prendo nettamente le distanze dagli addebiti e chiedo di poter rispettare i tempi necessari della giustizia in cui credo fortemente”, ha commentato

Ashkar: “Ho appreso di essere sottoposto a indagine preliminare e ho nell’immediatezza rassegnato le dimissioni dalla mia carica nel consiglio comunale di Brescia. Questa decisione è stata dettata

dalla necessità di avere il tempo e lo spazio necessari per chiarire quanto prima la mia posizione con l’autorità giudiziaria e per il doveroso rispetto verso l’istituzione comunale”. Dalle indagini, infatti, sarebbe

emerso un sistema strutturato di contatti, accordi preventivi e pagamenti elettronici attraverso il quale soggetti definiti “buyer” avrebbero commissionato in tempo reale abusi sessuali su minori a intermediari

presenti fisicamente accanto alle vittime, i cosiddetti “trafficker” o “vendor”. Gli abusanti stabilivano tempi, modalità e richieste specifiche, acquistando la possibilità di assistere e controllare le

violenze via webcam in cambio di somme di denaro modeste, definite tips, trasferite attraverso i principali money business services, per non attirare sospetti anche in termini di verifiche e controlli economici-finanziari. Fonte fanpage.it.