Un marocchino di 39 anni è a processo per aver violentato la moglie ed averla sequestrata in casa assieme alla figlia. Il 39enne è accusato di violenza sessuale e maltrattamenti.
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Un 39enne marocchino è a processo per aver violentato la moglie ed averla sequestrata in casa assieme alla figlia. In questi giorni è stata incaricata una perita per provvedere alla trascrizione delle intercettazioni ambientali attivate in fase di indagini.
Stando a quanto riporta Il Gazzettino, l’accusa ha ricostruito le violenze che la donna era costretta a subire anche quando era in gravidanza: il convivente la riempiva di “calci, pugni e ceffoni, talvolta utilizzando oggetti contundenti”. La vittima viveva nell’incubo: l’arrestato colpiva la testa della donna con il cellulare e le tirava i capelli. Altre volte le sputava in faccia. Questa violenza è andata avanti per almeno tre anni, dal 2021 a febbraio 2024.
La vittima, assistita da Liuba D’Agostini, avrebbe raccontato agli inquirenti di aver sopportato minacce quasi quotidianamente. Il compagno le diceva: “Se provi a far qualcosa contro di me vedi chi sono”, “Ti faccio vivere come un cane”. La costringeva a vivere in casa senza avere le chiavi dell’appartamento, quindi non poteva uscire quando voleva. O meglio, mai: era costretta a vivere anche con i termosifoni spenti tanto che la piccola era spesso a rischio di malattie bronchiali. Più volte l’uomo violentava la donna: la obbligava a “condotte che la donna praticava, partecipe attiva ma non consenziente, sfinita dalle richieste pressanti e timorosa delle ripercussioni fisiche” se la donna si fosse rifiutata. Ora per l’uomo violento è iniziato il processo, la prossima udienza è attesa per il prossimo 30 settembre.
Fonte: Fanpage
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