Il Senato degli Stati Uniti d’America ha approvato la risoluzione che costringerà Trump a fermare qualsiasi nuova azione militare sul Venezuela. La decisione, sebbene in gran parte simbolica, mette in discussione i poteri di guerra del presidente e un’azione militare condotta senza l’autorizzazione del Congresso.
La risoluzione è passata con 52 voti a favore e 47 contrari, con il fondamentale contributo e sostegno anche di cinque senatori repubblicani. L’esito della votazione sottolinea infatti le controversie intestine al Partito Repubblicano e le preoccupazioni per la linea politica sempre più aggressiva della Casa Bianca. Trump ha replicato con un durissimo comunicato social, ribadendo che il War Powers Act è incostituzionale e limita illegittimamente il ruolo del comandante in capo.
“Non ho bisogno del diritto internazionale. Non ho intenzione di fare male a nessuno” ha dichiarato il tycoon in un’intervista al New York Times, affermando che il suo potere di commander-in-chief è limitato solo dalla sua “stessa moralità”. Sollecitato, oltre che sul Venezuela, sulla questione Groenalandia, Trump ha detto: “Credo che sia psicologicamente necessario per il successo.
Penso che la proprietà ti dà qualcosa che non si può ottenere con un semplice contratto di locazione. La proprietà offre elementi che non si possono avere semplicemente firmando un documento”. Secondo il quotidiano danese Nos, la Nato starebbe valutando una missione straordinaria congiunta per fermare l’azione di Trump in Groenlandia.
Fonte: Il Sole 24 Ore; ANSA
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