Sono una cinquantina i vigili del fuoco, coordinati dal comandante provinciale Mauro Caciolai, impegnati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio che sta interessando il deposito Bartolini a Milano.
Alcuni provenienti da fuori città, stanno intervenendo con sei autopompe serbatoio, quattro autobotti pompa, tre autoscale, un carro aria e un cestello per lavori in quota. Presente anche il nucleo Sistemi Aeromobili
a Pilotaggio Remoto per monitorare con i droni l’incendio e capire così dove aggredirlo. Sul posto con il comandante Caciolai anche i funzionari tecnici del Corpo. Le squadre, informano i vigili del fuoco,
stanno operando per contenere le fiamme, estinguere gli ultimi focolai e mettere in sicurezza l’area interessata. La colonna di fumo, visibile a grande distanza, si sta riducendo. Secondo le prime ricostruzioni,
le fiamme sarebbero partite da un container custodito all’interno di un capannone dell’area operativa dell’azienda di spedizioni, distruggendolo completamente. L’incendio ha provocato una densa colonna
di fumo e un forte odore di bruciato, avvertiti in gran parte della metropoli. Le cause del rogo sono in corso di accertamento. Il fumo e il forte odore di bruciato si sono diffusi in particolare nei
quartieri di Niguarda, Bicocca, Dergano e Affori. La densa colonna di fumo era visibile anche a diversi chilometri di distanza. Il Comune, visto il pericolo, ha consigliato i cittadini vicini all’incendio a “non sostare
all’aperto e a tenere chiuse le finestre in via precauzionale”. La procura di Milano ha aperto una inchiesta sull’incendio. Secondo le prime informazioni, l’incendio è partito da un container e si è allargato nella grande
struttura, in particolare in un capannone dove era custodito il materiale da consegnare. All’interno c’erano muletti per la movimentazione dei pacchi ma non camion. Quando le fiamme si sono
propagate, si sono sentiti diversi scoppi del materiale che ha preso fuoco. Non ci sono feriti o intossicati, stando a quanto riportato dall’Ansa. Fonte Tgcom24.