Una valanga si è staccata nella mattinata di sabato 21 marzo sul Tallone Grande, nel territorio di Racines, travolgendo un gruppo di scialpinisti a quota 2.300 metri. Il bilancio provvisorio è drammatico: due persone hanno perso la vita, mentre una terza è rimasta gravemente ferita ed è stata trasportata d’urgenza alla clinica universitaria di Innsbruck con l’elicottero di soccorso austriaco. Le operazioni sono ancora in corso e non si esclude la presenza di un disperso.
L’allarme è scattato intorno alle 11.40. Secondo le prime informazioni, sarebbero almeno dieci le persone coinvolte, tutte dotate di Artva, il dispositivo fondamentale per la localizzazione sotto la neve. Sul luogo dell’incidente si è mobilitata una macchina dei soccorsi imponente: sei elicotteri, tra cui i Pelikan, l’Aiut Alpin, la Guardia di finanza e l’austriaco Christophorus, oltre a circa ottanta soccorritori provenienti da tutta l’Alta Val d’Isarco.
Le autorità sanitarie hanno attivato un piano di emergenza coinvolgendo gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Innsbruck, verificando la disponibilità di posti in terapia intensiva e di trattamenti avanzati come l’Ecmo. Sul posto operano anche le squadre del Soccorso alpino e della Guardia di finanza, impegnate nella ricerca di eventuali dispersi e nel supporto ai feriti.
L’incidente riporta alla memoria la tragedia del valanga di Monte Nevoso, avvenuta il 12 marzo di dieci anni fa, quando sei persone persero la vita in una delle peggiori catastrofi alpine della zona.
Gli esperti ricordano che il rischio valanghe aumenta con l’arrivo della primavera: l’innalzamento delle temperature può destabilizzare il manto nevoso, soprattutto tra i 2.000 e i 3.000 metri. La prevenzione resta fondamentale, a partire dalla conoscenza delle aree più esposte e dall’attenzione alle condizioni meteorologiche.
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