Vaccino Coronavirus, Trump: «Pronto in un mese in tutto il mondo»

1 mese fa
17 Settembre 2020
di redazione

«Il vaccino contro il coronavirus arriverà nel giro di tre-quattro settimane». Donald Trump si gioca la carta di un vaccino prima delle elezioni, nonostante lo scetticismo degli esperti e i crescenti timori di pressioni a scapito della sicurezza e dell’efficacia.

La promessa arriva in un town hall ‘president and peoplè della Abc a Philadelphia con una ventina di elettori indecisi della Pennsylvania, uno degli Stati in bilico.

È il primo dibattito del presidente con un pubblico che non sia quello dei suoi osannanti fan ai comizi o degli ostili giornalisti alle conferenze stampa.

Un confronto dove ha potuto «riscaldarsi» in vista del primo duello tv con Joe Biden a fine mese, dimostrando poca empatia, manipolando la realtà ma rivelandosi sempre un efficace comunicatore.

Il suo rivale terrà un analogo town hall televisivo in Pennsylvania giovedì. Il presidente ha rassicurato che il virus «andrà via» anche senza vaccino perché «si svilupperà una mentalità da gregge».

Un riferimento probabilmente alla cosiddetta immunità di gregge, che richiede però il contagio di almeno il 70% della popolazione: quindi un numero enorme di morti, che in Usa stanno già raggiungendo quota 200 mila. Non solo.

Il tycoon, incalzato da un elettore, ha rimesso in discussione l’uso delle mascherine, raccomandato dagli stessi esperti della sua task force. «Ci sono persone che pensano non siano una cosa buona», ha risposto, spiegando che chi la usa tocca costantemente altre cose.

Trump inoltre non solo ha negato di aver minimizzato il pericolo del virus, ammesso in un’intervista registrata al leggendario giornalista del Watergate Bob Woodward, ma ha sostenuto il contrario. «Non l’ho sminuito, anzi per molti versi l’ho enfatizzato in termine di azione», ha detto, vantandosi di aver fatto «un buon lavoro».

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