Un gruppo di giovanissimi ha vandalizzato il presepe, mettono una bottiglia di gin nella mangiatoia e si sono vantati del gesto sui social

22 Dicembre 2025 - 8:31

Un gruppo di giovanissimi ha vandalizzato il presepe, mettono una bottiglia di gin nella mangiatoia e si sono vantati del gesto sui social

Nella notte tra venerdì 19 dicembre e sabato 20, nella piazza centrale di Carnago, in provincia di Varese, il presepe allestito è stato vandalizzato da un gruppo di

giovanissimi. I ragazzi hanno danneggiato alcune statue del presepe e infine si sono vantati del gesto sui social, con tanto di foto di gruppo con bottiglie di liquore e dito

medio alzato. La foto è circolata sui social, e poi è stata intercettata e pubblicata – con i volti oscurati – dalla pagina Facebook di “Vivere Carnago e Rovate”, la lista civica che

amministra Carnago, con tanto di appello per riuscire a individuare i responsabili. Nel post dell’amministrazione i sette ragazzi vengono definiti “ignoranti” con invito a

chiunque li riconoscesse di rivolgersi alla polizia locale che è al lavoro per risalire agli autori del gesto. Non si tratta del primo atto di vandalismo natalizio a Carnago: lunedì 8

dicembre erano stati tagliati i fili della corrente prima dell’accensione dell’albero di Natale. A spiegare il perché dell’appellativo “ignoranti” è stata poi la sindaca Barbara Carabelli:

“Ignoranti, nel senso che davvero ignorano le regole del vivere civile, del rispetto per tutta una comunità. L’atto vandalico mortifica il lavoro di tanti volontari che

hanno dedicato tempo e fatica per realizzare qualcosa per tutta la collettività. Un gesto di cui poi si sono vantati sui social come se fossero chissà chi mentre hanno

semplicemente fornito un elemento utilissimo alla loro identificazione”. E poi: “Invito chiunque riconosca qualcuno dall’immagine che abbiamo condiviso sui

nostri canali a rivolgersi al comando di polizia locale per fornire informazioni utili a identificare gli autori dell’accaduto. Invito tutta la comunità a farsi scudo davanti a fatti simili”. E infine: “Io voglio sperare nei genitori”. Fonte TGcom24.