Ultim’ora, trovato un cadavere in un rudere: é il corpo di Daniela Ruggi scomparsa nel 2024

31 Gennaio 2026 - 10:25

Ultim’ora, trovato un cadavere in un rudere: é il corpo di Daniela Ruggi scomparsa nel 2024

Arriva la conferma che chiude uno dei casi più inquietanti dell’Appennino modenese. I resti umani trovati il primo gennaio in un rudere di Vitriola di Montefiorino appartengono a Daniela Ruggi. Lo stabiliscono in modo definitivo gli esami del Dna. La donna, 32 anni, era scomparsa il 19 settembre 2024. Inoltre, il luogo del ritrovamento si trova a breve distanza dalla sua abitazione.

Il primo gennaio 2026 due escursionisti hanno scoperto un teschio e altri resti umani all’interno di un’antica torre diroccata. Subito dopo, gli inquirenti hanno avviato le analisi scientifiche. Successivamente, come riporta Il Resto del Carlino, gli esperti hanno confrontato il materiale con campioni biologici già raccolti. In particolare, hanno utilizzato oggetti personali della donna e campioni della madre. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha seguito gli accertamenti. Ora, i risultati non lasciano dubbi: quei resti sono di Daniela Ruggi. Di conseguenza, l’ipotesi principale resta quella di omicidio.

Nel frattempo, la famiglia affronta un dolore profondo. L’avvocato Guido Sola, che assiste la madre e la sorella, ha spiegato che le due sono comprensibilmente sconvolte. Per questo motivo, al momento, non intendono rilasciare dichiarazioni.

Daniela viveva con la madre e i fratelli e, secondo i familiari, non mostrava particolari segnali di disagio. Tuttavia, poco prima della scomparsa, si era trasferita in una casa fatiscente a Vitriola. Proprio lì gli investigatori avevano trovato patente e bancomat, elementi che avevano subito escluso un allontanamento volontario.

Durante i due anni successivi, le segnalazioni si erano moltiplicate, fino ad arrivare a Milano. Allo stesso tempo, i servizi sociali seguivano la donna. Poco prima di sparire, infatti, Daniela era salita su un’ambulanza dopo un malore.

Infine, resta un solo indagato: il 67enne Domenico Lanza, detto “lo sceriffo”, che ha sempre negato ogni coinvolgimento. Ora le indagini cercano risposte definitive.

fonte fanpage

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