Ultim’ora: scuola a rischio apertura. La variante incombe. Cosa cambia da settembre

7 Luglio 2021 - 11:35

Ultim’ora: scuola a rischio apertura. La variante incombe. Cosa cambia da settembre

L’anno scolastico si è appena concluso e già crescono i timori per il prossimo. Se nei due anni precedenti nel mondo della scuola è regnato il caos a causa dell’emergenza Coronavirus, tra didattica in presenza, didattica mista, didattica a distanza, chiusure e riaperture e singhiozzo, da settembre si supponeva che l’anno scolastico 2021-2022 sarebbe stato quello del ritorno alla piena normalità. Ma a due mesi di distanza dalla riaperture settembrine, restano ancora molti i nodi da sciogliere e i blocchi da superare per procedere con la ripartenza in piena sicurezza.

E se da un lato il ministro Bianchi assicura che «l’obiettivo è tornare in presenza», mantenendo tutte le norme anti-contagio preesistenti, a pesare è l’incognita delle vaccinazioni, sia dei giovani, ma soprattutto degli insegnanti.

Figliuolo alle Regioni: «Accelerare sulle vaccinazioni ai docenti»

Secondo la struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo non si sono ancora presentati all’appello vaccinale ben 215 mila docenti, malgrado avessero una corsia preferenziale di priorità sin dal marzo scorso.

L’obiettivo, a detta del generale, resta quello di immunizzare almeno l’80% del personale docente e scolastico, ossia 180-190 mila docenti. Ma il tempo stringe e la struttura commissariale guidata da Figliuolo è al lavoro per sollecitare le regioni. «Sto riscrivendo a tutte le Regioni per incentivare con ogni mezzo le vaccinazioni a quella parte di operatori scolastici che ancora mancano – ha spiegato il commissario straordinario all’emergenza Covid -.

Per riaprire le scuole con meno vincoli possibili a settembre bisogna fare di più, cercando di far capire a tutti gli operatori scolastici l’importanza di vaccinarsi, non solo per se stessi, ma anche per la collettività».

Il rischio di dover far slittare la riapertura delle scuole a settembre
Secondo le rilevazioni della struttura commissariale ci sarebbero otto – nove regioni che non hanno ancora raggiunto la copertura dell’80% tra personale docente e scolastico vaccinato.

Tra le Regioni più indietro vi sono Sicilia (con circa un docente su due non vaccinato), Alto Adige, Sardegna, Calabria, Liguria, Umbria, provincia autonoma di Trento e Piemonte.

Tra le più virtuose, invece, il Lazio, con il 99,8% degli insegnanti vaccinati. A detta di Antonello Giannelli, presidente dell’Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola), questi ritardi sarebbero imputabili al caos e alla confusione creatasi con AstraZeneca.

Nel report della struttura commissariale, nelle ultime due settimane, sarebbero stati solo 20 mila gli insegnanti che hanno aderito alla campagna vaccinale. Un numero davvero esiguo, che se dovesse rimanere tale nelle prossime settimane, non permetterebbe di raggiungere l’obiettivo dell’80% entro settembre, e di conseguenza darebbe il via a slittamenti e a una nuova ripartenza a metà.

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