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ultim’ora Meloni fa a pezzi il reddito di cittadinanza:”cambierà tutto!”

ultim’ora Meloni fa a pezzi il reddito di cittadinanza:”cambierà tutto!”

La battaglia del centro destra sul reddito di cittadinanza è ufficialmente partita.

Il programma ufficiale di Fratelli d’Italia, sul punto, è chiaro: “Abolire il Reddito di cittadinanza per introdurre un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili: disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico”. Per gli altri? La soluzione, per Meloni, è mandarli a lavorare. Lo ha messo nero su bianco nel suo discorso in Aula a Montecitorio di questa mattina: “Ai pensionati in difficoltà o agli invalidi non sarà negato il doveroso aiuto dello stato. Per altri, per chi è in grado di lavorare, la soluzione non è il reddito di cittadinanza ma il lavoro, la formazione e l’accompagnamento al lavoro”.

Per la nuova premier, il reddito di cittadinanza è stata una sconfitta “per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia, per sè e per la sua famiglia”. Standing ovation, alle sue parole, tra i banchi del centrodestra. Gelo, invece, a sinistra con il leader M5S Conte ad ascoltare attento ma senza commentare le parole della premier. I deputati del Terzo Polo, da sempre contrario al reddito – Matteo Renzi propose un referendum per la sua abolizione – hanno applaudito Meloni proprio su questo passaggio.

Ma quante sono le persone a cui toccherà la rivoluzione?

Al momento l’ultimo rapporto dell’Anpal  rivela che sui 2.3 milioni di percettori, almeno in 920mila sono considerati in grado di poter lavorare.

In poche parole quasi la metà delle persone che percepisce il sussidio rischia di dover dire addio.

L’unica speranza quindi per arrivare a fine mese e mettere il piatto a tavola è trovarsi un lavoro,a detta della Premier.

Questa platea, però, non è particolarmente ‘appetibile’ agli occhi delle imprese: tre su quattro non ha mai avuto un contratto di lavoro dipendente nei tre anni precedenti. Oltre il 70 per cento ha al massimo un titolo di scuola secondaria inferiore. Prima del lavoro, forse, ciò di cui questo persone hanno bisogno è un’adeguata formazione. Che comunque Meloni cita nel suo discorso programmatico.

Fonte: HuffingtonPost

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Luigi Graziano Di Matteo