Ultim’ora: Letta detta la linea “serve un nome di garanzia” Draghi ancora in gioco?

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2 settimane fa - 15 Gennaio 2022

Non c’è nessun diritto di precedenza che il centrodestra può vantare nell’indicare il presidente della Repubblica: si è confuso un atteggiamento rispettoso da parte nostra con un diritto che non c’è». Così Enrico Letta all’apertura della riunione della Direzione e dei Gruppi Pd commenta le ultime dichiarazioni dei partiti di centrodestra sulla candidatura ufficiale al Quirinale. Dopo il vertice di Villa Grande avvenuto ieri, 14 gennaio, i leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno sciolto il nodo della candidatura unitaria. Ma la nota ufficiale di diffusa con sopra il nome di Silvio Berlusconi sembra non aver messo di buon umore Letta: «Non stiamo parlando di un diritto, non è che il centrodestra debba semplicemente valutare l’equilibrio migliore al suo interno», ha spiegato il segretario dem. «Sarebbe una scelta profondamente sbagliata come è sbagliata la logica dello scoiattolo di cercare i voti in una dinamica che non è quella del tempo che stiamo vivendo». Il riferimento è a quella strategia di reclutamento che Berlusconi starebbe avanzando fin dal periodo natalizio. Dopo le chiamate di sinceri auguri farcite con una buona pubblicità alla sua possibile candidatura, dall’11 gennaio la spedizione del Cavaliere si era diretta nella Capitale per incontrare personalmente i grandi elettori. «In Parlamento nessuno ha la maggioranza», ha continuato però Letta. «Ognuno deve considerare l’essere minoranza con responsabilità, che è l’atteggiamento con noi ci muoviamo».

In tanti ci stanno dicendo: mettete in campo anche voi una candidata o un candidato. Nel momento in cui in Parlamento c’è una unione di minoranze, mettere in campo nomi significa bruciarli, essere oggetto di veti da parte di altri parti politiche», ha spiegato ancora Letta, sottolineando come l’idea del Partito Democratico sul nuovo presidente della Repubblica sia quella «di una figura che in scia con Mattarella, e non un capo politico». Per questa ragione l’invito è quello «di un patto di larga legislatura e di una discussione in totale trasparenza». Il segretario ha poi proseguito con una proposta: «La rivolgo a tutte le forze politiche, sia ai nostri alleati, sia a coloro che hanno chiuso le porte al dialogo, scelta sbagliata: noi vogliamo riaprire le porte per il bene del Paese. Proponiamo un’iniziativa che crei un patto di legislatura per completarla nei tempi naturali, fatto di tre punti: l’elezione di un o una presidente della Repubblica istituzionale, super partes e di garanzia per tutti; la scelta forte di dare energia perché i prossimi 14 mesi di governo siano efficaci in continuità ma con rinnovata energia; il completamento delle riforme per la buona politica».

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