Ultim’ora: “Le palestre non riapriranno a Marzo”. Tra pochi giorni è previsto forte aumento contagi

di redazione politica
1 settimana fa
23 Febbraio 2021
Ultim’ora: “Le palestre non riapriranno a Marzo”. Tra pochi giorni è previsto forte aumento contagi

Massima prudenza nelle riaperture. Rispetto estremo delle regole anti contagio e necessità di inasprire le misure di mitigazione dove serve, per spegnere i focolai sui territori.

Queste le linee guida tracciate dal Comitato tecnico scientifico nella riunione di oggi pomeriggio, ben rimarcate nel verbale di fine seduta inviato al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che in serata ha incontrato, con i ministri della Salute Roberto Speranza, agli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, e all’Economia, Daniele Franco, e i ministri capo delegazione dei partiti di maggioranza

il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo.

La parola agli scienziati

Al premier gli scienziati e il tecnico hanno rappresentato la loro preoccupazione per il nuovo innalzamento della curva del contagio, tema sul quale durante la riunione del Cts è intervenuto il matematico epidemiologo della Fondazione Kessler, Stefano Merler che si è soffermato soprattutto sul rischio legato alla circolazione, sempre più sostenuta delle varianti.

Quella inglese in particolare, che ha un aumento di trasmissibilità dal 36 al 68% e che potrebbe diventare prevalente già nel mese di marzo. Di qui l’attenzione necessaria da porre alla base delle valutazioni da fare in vista del nuovo Dpcm, che il governo vuole preparare prima della scadenza, fissata al 5 marzo, del testo attualmente in vigore. E del quale il Cts ha suggerito di confermare l’impianto.

Proprio la preoccupazione per il peggioramento dello scenario e la necessità di scongiurare il rischio di imprimere con eventuali allentamenti delle restrizioni nuova forza alla corsa del virus, ha portato scienziati e tecnici – che domani, mercoledì 24 febbraio, incontreranno il ministro della Cultura Dario Franceschini

per ragionare sull’ipotesi eventuale di riaperture controllate di cinema, teatri e sale da concerto – a bocciare praticamente tutte le richieste, arrivate sotto forma di quesiti, da vari ministeri.

E dunque: no alla riapertura di sale giochi e sale bingo, no alla riapertura di piscine e palestre, nemmeno per lezioni individuali. Il discrimine per far ripartire queste attività è un incidenza del contagio (il numero dei positivi per 100.000 abitanti) non superiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti.

Al momento l’incidenza media in Italia si aggira sui circa 135 casi per 100.000: si capisce, dunque, come l’obiettivo riapertura per gran parte delle attività oggetto dei quesiti dei ministeri sia ancora lontano. Altro punto sul quale il Cts ha espresso preoccupazione è la riattivazione della Cross, il meccanismo di trasferimento dei malati dalle terapie intensive sature nelle zone rosse.

Nessuna valutazione, invece, è stata espressa sull’ipotesi di modificare i parametri di rischio come hanno chiesto le Regioni in un documento che però il Cts non ha ancora analizzato.

Insomma, la posizione di tecnici e scienziati resta ispirata alla linea del massimo rigore. Così, per loro, dovrà essere anche il nuovo Dpcm.

Allarme in Emilia Romagna

Guardando ai dati sull’andamento dei contagi nel periodo 1-21 febbraio sul territorio dell’Ausl di Imola – che conta una popolazione di 133.777 abitanti – un si e’ passati da 454 nella settimana 1-7 febbraio, a 531 dall’8 al 14, a 597 dal 15 al 21, per un totale di 1.582 nuovi positivi nelle tre settimane.

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