Ultim’ora: Draghi convoca urgentemente i Ministri. Bisogna decidere sul lockdown causa terza ondata

di redazione politica
1 settimana fa
23 Febbraio 2021
Ultim’ora: Draghi convoca urgentemente i Ministri. Bisogna decidere sul lockdown causa terza ondata

Si stringe verso il nuovo Dpcm, con le misure per contenere l’epidemia da coronavirus e i parametri per chiusure e riaperture. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha convocato per questa sera alle 19 a Palazzo Chigi i rappresentanti del Comitato tecnico scientifico

Al centro dell’incontro un confronto con i Ministri (il responsabile della Salute Roberto Speranza e la responsabile degli Affari regionali Maria Stella Gelmini, ma anche i ministri capidelegazione dei partiti di maggioranza Franceschini (Pd), Giorgetti (Lega), Stefano Patuanelli (M5S),  Elena Bonetti (Iv).

Il Cts, che si è riunito oggi pomeriggio per le prime valutazioni sui quesiti posti dal governo, relazionerà al premier e ai ministri. Un primo passo decisivo per adottare le decisioni che entro la fine della settimana saranno tradotte in un nuovo Dpcm o in un decreto legge dopo che il Parlamento, già domani, avrà dato le sue indicazioni in seguito alla relazione del ministro della Salute Speranza, già fissata per le 17 alla Camera.

Dpcm in arrivo

Domani, mercoledì 24, si terrà invece la riunione del Comitato tecnico-scientifico per valutare i protocolli di sicurezza messi a punto dalle associazioni e dal ministero della Cultura per la ripartenza (eventuale) di cinema, teatri e sale da concerto.

Il protocollo operativo è stato realizzato da 45 associazioni di categoria e diffuso congiuntamente da AudioCoop, Aia, Esibirsi e Rete dei Festival, e ha l’obiettivo di consentire la riapertura programmata entro la primavera 2021. La data circolata è quella del 6 aprile.

Sei i punti del documento: capienza (ovvero il numero di spettatori che possono accedere), biglietteria, flussi di pubblico e personale, gestione spazi (sala, palco, retropalco e camerini), produzione (formazione e informazione degli operatori e del personale artistico e individuazione del referente Covid, allestimento e smontaggio).

Le proposte vanno dalle presenze contingentate al controllo dell’entrata e dell’uscita degli spettatori, dall’uso delle mascherine Ffp2 per gli spettacoli al chiuso al distanziamento di due metri tra una seduta e l’altra, dalla sanificazione ai biglietti nominativi e digitali.

Decisioni urgenti

Il ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli, durante il Consiglio nazionale della Coldiretti, ha anche annunciato che “attraverso il Cts stiamo lavorando a protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza”.

Patuanelli ha parlato di una “rivalutazione degli orari di apertura” anche se, ammette, “a guidarci deve essere il principio della precauzione”.

Quanto allo sport e in particolare allo sci che sta vedendo sfumare del tutto la stagione, è stato il ministro pentastellato bellunese Federico D’Incà a dire in un’intervista al Messagero Veneto che il metodo che si seguirà sarà quello di “intervenire al più presto attraverso il decreto ristori che è in fase di scrittura in questo momento al Mef e conterrà un adeguato aiuto per il settore”.

Miozzo: «Chiediamo prudenza

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Le indicazioni del Cts non cambiano rispetto alle scorse settimane, soprattutto alla luce degli sviluppi delle nuove varianti del virus. Gli esperti mettono in guardia da eventuali riaperture di impianti da sci, palestre o cinema, le quali chiusure per il momento non dovrebbero essere messe in discussione.

Secondo i dati forniti da Cts e Iss durante il vertice, oltre il 30% delle infezioni Covid in Italia sarebbe dovuto alla variante inglese. Verso la metà di marzo, inoltre, le proiezioni fanno intendere che la variante sarà predominante in tutto il Paese. «Dal punto di vista scientifico noi siamo prudenti – ha dichiarato Miozzo – ma non abbiamo descritto una situazione di catastrofe imminente. Non abbiamo parlato di riaperture,

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