Ultim’ora: Dpcm in arrivo nelle prossime ore. Sarà il primo di Draghi. Ecco cosa contiene

di redazione politica
2 settimane fa
21 Febbraio 2021
Ultim’ora: Dpcm in arrivo nelle prossime ore. Sarà il primo di Draghi. Ecco cosa contiene

Cosa prevede il nuovo decreto Covid per l’Italia? Una domanda che si pongono in molti nelle ultime ore, ovvero quelle che ci separano da due appuntamenti decisivi per stabilire le misure che caratterizzeranno il Belpaese nella sua lotta alla pandemia dei prossimi mesi: il vertice Governo-Regioni previsto per le 19 di oggi e il Consiglio dei Ministri di domani mattina alle 9.30.

Si tratta di due tavoli di confronto cruciali, dai quali dovrebbero di fatto uscire indicazioni più o meno definitive circa il nuovo decreto atto a contrastare la pandemia su tutto il territorio italiano.

Tra le ipotesi più cavalcate, c’è quella che vedrebbe un’estensione del divieto di spostamenti tra regioni al 31 marzo, considerando che lo stop attualmente in vigore cadrà il 25 febbraio.

Tutta Italia arancione

Mentre la cosiddetta zona arancione unica, ovvero la possibilità che tutto il territorio italiano diventi zona arancione, è stata smentita con forza dal ministro della Salute Roberto Speranza e poco dopo dalle indicazioni arrivate dallo stesso Draghi.

Nuovo decreto Covid, cosa prevede?

Per le 19 odierne è previsto un incontro in videoconferenza tra Governo e Regioni, che vedrà la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini rappresentare l’esecutivo Draghi.

Il messaggio che sembra guidare sia il vertice di oggi che il CdM di domani alle 9.30 è quello che spinge a un cambio di passo in relazione alle normative che dividono il territorio in zone di diversi colori, mirato in prevalenza a evitare variazioni troppo frequenti.

Sono le Regioni che spingono molto da questo punto di vista, chiedendo che tutte le restrizioni siano adottate in accordo con il ministro della Salute e che si tenga in maggior conto l’aspetto economico in conseguenza delle chiusure.

Dalle indiscrezioni in arrivo oggi sembra proprio lo stesso premier Mario Draghi a insistere per chiusure localizzate e definite con largo anticipo, così da evitare quanto accaduto di recente con gli impianti sciistici.

Quando lo stop

Mentre le valutazioni del rischio economico legato alle attività obbligate a uno stop dev’essere un lavoro inteso come precedente agli eventuali decreti di chiusura, non successivo.

Sul fronte territoriale c’è da aspettarsi un proseguimento delle zone a colori, escludendo quindi la possibilità più volte sollevata di una zona arancione unica, che incontra non pochi disaccordi e soprattutto non rappresenterebbe l’attuale linea dell’esecutivo.

Di certo l’aspetto cronologicamente più in evidenza è quello relativo allo stop della mobilità tra Regioni, visto che l’attuale decreto scade il 25 febbraio; al momento i dati e l’atteggiamento del Ministero della Salute sembrano suggerire una proroga certa fino al 5 marzo e che probabilmente sarà estesa fino al 31 marzo.

Lato sanità invece c’è l’ok al protocollo d’intesa sull’asse medici di famiglia-Governo e Regioni, il che significa che i medici di base prenderanno attivamente parte alla campagna vaccinale in corso.

Sulla scuola?

E la scuola? Poche le indicazioni in arrivo finora, salvo un maggior peso per “le forme di congedo parentale e le risorse economiche a sostegno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado”, così come si legge in una bozza presente sulla piattaforma di proposte delle Regioni, riportata per prima dall’ANSA.

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