Ultim’ora: De Luca al Tar “aprire le scuole ora porterebbe al disastro”

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2 settimane fa - 10 Gennaio 2022

La Regione Campania si è costituita ed ha presentato, entro il termine fissato, gli atti a supporto dell’ordinanza regionale con la quale la Regione ha procrastinato a fine mese le lezioni in presenza in tutte le scuole della Campania.
La documentazione è stata richiesta sabato scorso dal Tribunale Amministrativo della Campania che ora è chiamato a pronunciarsi sui due ricorsi presentati, rispettivamente, dagli avvocati napoletani Giacomo Profeta e Luca Rubinacci, e dall’Avvocatura della Stato, con i quali viene chiesta la sospensione dell’ordinanza regionale. 

«È evidente, sulla base dei dati acquisiti, che l’eventuale sospensione dell’ordinanza impugnata determinerebbe un danno gravissimo quanto irreparabile al sistema sanitario campano e ai cittadini campani, in termini di pressoché certo ulteriore picco dei contagi e dei decessi e di gravissima pressione sul sistema sanitario, in una situazione già fortemente critica». Questa la posizione espressa dalla Regione Campania nella memoria di costituzione e difesa depositata al Tar Campania chiamato a decidere sul ricorso presentato da alcuni genitori contro l’ordinanza firmata venerdì scorso dal governatore Vincenzo De Luca, nella parte in cui dispone il rinvio della didattica in presenza al 29 gennaio per le scuole dell’infanzia, elementari e medie. 
Secondo la Regione Campania «non c’è alcuna violazione del decreto legge n.111/2021» in quanto «risulta provata una condizione di eccezionale e straordinaria necessità, attestata tra l’altro da: Rt di ospedalizzazione pari a 1,78, che indica il raddoppio dei ricoveri Covid in arco settimanale; esaurimento dei posti letto pediatrici Covid nella regione con popolazione più giovane d’Italia; blocco già decretato delle attività sanitarie di elezione; previsione di certo esaurimento di posti letto di degenza Covid nel breve periodo in mancanza di misure immediate». 
Nella memoria difensiva si fa notare che «nell’ultima settimana il valore di Rt ospedalizzazioni nella regione Campania è arrivato al valore di 1,78, con proiezione di ulteriore crescita nella settimana successiva e con la sicurezza di raggiungere la saturazione dell’occupazione dei posti letto Covid, sia di terapia intensiva che di area medica, nel prossimo mese ove non si adottino stringenti misure di contenimento». Inoltre «nell’ultima settimana anche il numero dei ricoveri di fascia pediatrica è sostanzialmente raddoppiato, con la saturazione completa dei posti letto di area pediatrica presso l’hub e lo spoke di riferimento regionale (Aou ‘Federico IÌ e Aorn ‘Santobono Pausilipon’), al punto da indurre l’Unità di crisi all’attivazione degli spoke di secondo livello dell’emergenza pediatrica regionale. A triste conferma dei dati riportati, si segnala che, in data 8 gennaio 2022, il direttore sanitario dell’Ospedale Santobono Pausilipon ha comunicato l’avvenuta saturazione di tutti i posti letto della Uod Pediatria Covid, rappresentando al 118 regionale l’impossibilità di disporre trasferimenti presso la struttura». 
La Regione sottolinea poi che «ad oggi gli alunni e gli studenti che, in forza dell’ordinanza, non potranno svolgere in presenza l’attività educativa e scolastica, sono proprio quelli rispetto ai quali si registrano percentuali di vaccinazione ben lontane da quelle che sarebbero necessarie per impedire che si generino, presso le scuole, focolai di infezione che, attesa la particolare diffusività della variante Omicron (soprattutto in Campania), sarebbero di gran lunga più numerosi di quelli registratisi prima delle vacanze per le festività natalizie. Quanto poi agli effetti psicologici della Dad sui bimbi, non può essere ignorato che il ricovero ospedaliero, eventualmente in terapia intensiva, è suscettibile di arrecare danni ben più gravi, sul piano anche psicologico, oltre che di rischio per la stessa esistenza». 

Le misure previste dal decreto del Governo «sono inattuabili e del tutto virtuali, almeno nel territorio regionale della Campania», tenuto conto che «vi è impossibilità di assicurare il contact tracing e insostenibilità dei carichi da parte delle Asl, attestata dai dirigenti scolastici e da tutti i direttori generali delle Asl campane». È questa la posizione della Regione Campania, espressa nella memoria difensiva presentata al Tar Campania a sostegno dell’ordinanza numero 1 del 7 gennaio, adottata tenuto conto «dei dati più aggiornati della Cabina di regia nazionale, delle valutazioni dell’Unità di crisi regionale e della richiesta di presidi e sindaci che segnalano criticità non risolvibili a breve», mentre le misure nazionali «non sono fondate sul parere tecnico-scientifico del Cts che non è stato convocato, contrariamente a quanto richiesto da tutte le Regioni per assumere decisioni consapevoli». 

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