Ultim’ora, addio a Tony Dallara: aveva 89 anni

16 Gennaio 2026 - 19:39

Ultim’ora, addio a Tony Dallara: aveva 89 anni

Tony Dallara è morto a 89 anni. Tuttavia, il suo nome resta profondamente legato alla storia della canzone italiana. Infatti, una lunga serie di successi ha segnato un’epoca e ha cambiato il gusto del pubblico. Tra questi spiccano «Come prima», «Romantica», «Ti dirò» e «Bambina, bambina». Fin dalla fine degli anni Cinquanta, questi brani hanno imposto un nuovo stile interpretativo e hanno lasciato un segno indelebile nella musica leggera.

Dallara, inoltre, è stato uno dei primi «urlatori». Per questo motivo, ha ricoperto un ruolo centrale nella musica italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta. In quel periodo, il pubblico lo ha accolto come uno degli interpreti più popolari della sua generazione. Grazie a una voce innovativa e a una presenza scenica intensa, ha saputo definire il suono di un’epoca.

Tony Dallara nasce a Campobasso il 30 giugno 1936 con il nome di Antonio Lardera. Essendo l’ultimo di cinque figli, cresce in una famiglia numerosa. Poco dopo, però, si trasferisce a Milano insieme ai genitori. Qui, fin da giovanissimo, coltiva la passione per la musica. Il padre, Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmette infatti l’amore per il canto e per il palcoscenico.

La vera svolta arriva nel 1957. In quell’anno, Dallara trova lavoro come fattorino presso l’etichetta discografica Music. Proprio lì, quasi per caso, il direttore Walter Guertler lo sente cantare. Subito dopo, decide di ascoltarlo dal vivo al Santa Tecla di Milano. Convinto del suo talento, Guertler lo mette sotto contratto. Inoltre, gli suggerisce il nome d’arte Tony Dallara, giudicando “Lardera” poco musicale. Infine, lo spinge a incidere «Come prima», un brano già scartato da Sanremo nel 1955. Pubblicata alla fine del 1957, la canzone diventa rapidamente un successo clamoroso e senza precedenti.

Il 1960 rappresenta l’apice della sua carriera. In quell’anno, infatti, Tony Dallara vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel grazie a «Romantica». Subito dopo, il brano trionfa anche a Canzonissima. Di conseguenza, «Romantica» diventa il suo più grande successo. La canzone viene tradotta in molte lingue, persino in giapponese, e consacra definitivamente la sua fama anche all’estero.

Nel 1961 Dallara torna a Sanremo insieme a Gino Paoli con «Un uomo vivo». Nello stesso periodo, vince ancora Canzonissima con «Bambina, bambina», che segna l’ultimo grande exploit commerciale della sua carriera. Inoltre, incide «La novia», che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene importanti risultati anche fuori dai confini nazionali.

A partire dal 1962, però, il panorama musicale cambia. Con l’affermarsi del beat e con il mutare dei gusti del pubblico, la popolarità di Dallara inizia gradualmente a diminuire. Di conseguenza, negli anni Settanta decide di ritirarsi dalle scene. In questa fase della sua vita, si dedica a un’altra grande passione: la pittura.

Successivamente, dagli inizi degli anni Ottanta, il revival della musica italiana lo riporta sul palco. Dallara torna così a esibirsi dal vivo, soprattutto durante l’estate, riproponendo i suoi brani più amati. Negli anni Novanta e Duemila continua a collaborare con altri artisti e mantiene sempre un rapporto stretto con il suo pubblico.

Negli ultimi anni affronta seri problemi di salute e attraversa anche un lungo periodo di coma. Nonostante tutto, nel 2024 riesce a tornare in televisione. In particolare, partecipa a Domenica In, dove emoziona il pubblico cantando dal vivo «Romantica», «Come prima» e «Ti dirò». Con quell’esibizione, Tony Dallara saluta ancora una volta il pubblico che lo ha accompagnato per tutta la vita.

foto corriere.it

fonte corriere.it

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