Ultim’ora : È di Francesco Pantaleo il cadavere ritrovato carbonizzato giorni fa

Ignote le cause del decesso.
di  Jennifer Pagano
2 mesi fa - 30 Luglio 2021

Le speranze di trovare Francesco Pantaleo, ancora vivo ,sono tramontate definitivamente.

Appartiene infatti, allo studente di 27 anni originario di Marsala ,e scomparso da Pisa, sabato scorso 24 luglio, il corpo trovato carbonizzato domenica sera nelle campagne di San Giuliano Terme (Pisa), a pochi chilometri dalla città.

Il cadavere è stato identificato tramite i campioni di Dna, consegnati dai genitori agli inquirenti.

Lo si apprende da ambienti investigativi.

Il giovane risultava irreperibile, da sei giorni, dopo l’allarme lanciato dalla famiglia ,che risiede in Sicilia.

Nella sua abitazione, erano stati trovati tutti i suoi effetti personali.

Occhiali da vista, telefono cellulare, computer ,(nuovo e dal quale forse sono stati cancellati alcuni file) e bancomat.

Il padre ha riferito di aver avuto l’ultimo contatto con lui, venerdì scorso.
Era sereno.

“Non riusciamo a capire ,ha dichiarato l’uomo, convinto che il figlio si fosse allontanato volontariamente .

Sembra si stia parlando di un’altra persona.
Mai avrei pensato che mio figlio potesse fare una cosa del genere, non è da lui, ragazzo serio, senza grilli in testa”.

Il giovane aveva riferito “che avrebbe avuto l’appello di laurea, il 27 luglio, ma quella data non risulta”, ha detto il padre.

I genitori avevano poi lanciato un appello.
“Qualsiasi cosa sia successa, tutto si sistema, torna”.

Da giorni squadre di terra, anche volontarie, erano al lavoro sugli argini del fiume Arno , nell’ipotesi che il ragazzo fosse morto a causa di un incidente, o di un suicidio; così evidentemente non era.

Nelle scorse ore sulla pagina Fb, spotted Unipi, molto frequentata da universitari pisani, una ragazza, rimasta anonima, aveva indirizzato una lettera-appello, al giovane sparito nel nulla.

“Non ti conosco ma ho avuto il sospetto che sulla tua scomparsa, c’entrasse l’università e sai perché?

Perché ci sono passata anche io,
e tantissime volte ,avrei voluto lasciare tutto, perché mi sentivo così in difetto ,e una continua delusione per i miei genitori.

Anche io studiavo ingegneria informatica e più che un corso di laurea per me era una sofferenza”.

Indagini in corso .

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