Orrore al supermercato, la titolare alle dipendenti: «Voglio il nome di chi ha il ciclo sennò gli calo le mutande»

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di  Jennifer Pagano

Orrore al supermercato, la titolare alle dipendenti: «Voglio il nome di chi ha il ciclo sennò gli calo le mutande»

28 Aprile 2022

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«Voglio il nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale, ok? Sennò gli calo le mutande io».

È l’audio raccapricciante, inviato
dalla titolare di un noto supermercato di Pescara ,un punto Conad.

Rivolto ai capi reparto dopo che ha ritrovato un assorbente usato, ma richiuso, fuori dal cestino del bagno dell’esercizio commerciale.  

«Visto il rifiuto delle lavoratrici di comunicare nell’immediato quanto richiesto, denuncia la Filcams Cgil Abruzzo e Molise ,la violenza verbale
si è tramutata in fisica in quanto si è passati dalle parole ai fatti».

«Tutto – spiega all’Adnkronos Davide Urbano, segretario provinciale Filcams Pescara, che denuncia pubblicamente l’accaduto insieme al collega Lucio Cipollini, coordinatore regionale Filcams Abruzzo e Molise ,comincia lo scorso 14 aprile».

Quando l’assorbente viene distrattamente scordato vicino al wc. 

«A quel punto ,prosegue il
sindacalista  la responsabile dell’attività commerciale ha inviato un messaggio vocale, che abbiamo acquisito, con le prime minacce.

Non avendo riscontro ha successivamente sottolineato che, se non fosse venuta fuori la colpevole.

Avrebbe inviato una lettera di contestazione a tutti i capi
reparto e che avrebbe adottato provvedimenti disciplinari, per arrivare addirittura al mancato rinnovo dei contratti in scadenza».

La donna voleva l’elenco delle lavoratrici in servizio quel giorno,
e in particolare dalle 13.30 alle 13.45.

Sotto pressione i capi reparto,
sulle chat di whatsapp, hanno chiesto la lista delle lavoratrici che, alla fine, è saltata fuori: erano presenti in 12.

«E queste ,spiega ancora Urbano all’Adnkronos, sono state invitate a manifestare loro estraneità al fatto, togliendosi pantaloni e mutandine negli spogliatoi».

Alla presenza di un capo reparto donna.

«Non sappiamo quante lavoratrici hanno acconsentito e si sono prestate ,
viene fatto presente .

Ma diverse sono venute da noi a denunciare l’accaduto». 

«Si tratta , rimarca Urbano dell’ennesimo caso di vessazioni e soprusi nei confronti di lavoratrici
e lavoratori del commercio che abbiamo voluto rendere pubblico.

Chiediamo al gruppo Conad, che chiaramente non ha responsabilità alcuna per quanto accaduto, di intervenire.

È necessario abbattere il muro di omertà dietro al quale spesso, nel settore del commercio, si nascondono titolari scorretti che restano impuniti pur mobbizzando sistematicamente i lavoratori».

Il sindacato sta valutando l’dea di avviare anche azioni legali, ipotizzando la violenza privata. 

Il comunicato di Conad:
«Non possiamo accettare un
comportamento come quello che, purtroppo, abbiamo potuto accertare nei confronti delle collaboratrici del punto vendita di Via del Circuito a Pescara.

Di conseguenza abbiamo deciso di procedere, come previsto dal nostro regolamento, alla risoluzione del contratto di affitto d’azienda.

Daremo in ogni caso continuità alle attività del punto vendita garantendo
il servizio ai clienti e il lavoro ai collaboratori.»

Così Antonio Di Ferdinando, amministratore delegato della Cooperativa Conad Adriatico.

In merito alla vicenda che vede coinvolto il punto vendita Conad Superstore di via Del Circuito a Pescara. 

Conad ha effettuato un’indagine interna su quanto accaduto e in una nota spiega che «accertate le responsabilità,
la cooperativa Conad Adriatico, che rappresenta Conad nel territorio abruzzese.

Ha definito le modalità delle sanzioni per la società che gestisce il punto vendita, come previsto dal contratto di concessione dell’insegna.

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