Operaio morto : l’ipotesi del pestaggio e delle torture prima di nascondere il corpo

sei in  Cronaca nera

4 settimane fa - 20 Dicembre 2021

È stato barbaramente pestato, forse torturato.

Poi il corpo è stato nascosto nell’intercapedine, probabilmente in attesa di farlo sparire per sempre.

Il giallo dell’operaio, legato mani e piedi, e abbandonato in una intercapedine di un palazzo in viale Giorgio Morandi, a Tor Sapienza.

È ancora da risolvere.
I carabinieri stanno lavorando a ritmo serrato ,per ricostruire il barbaro omicidio ,di Emad Mohammad Abou Gala el Maatu, egiziano di 48 anni, impiegato in un autodemolitore.

Dell’uomo ,era stata denunciata
la scomparsa il 12 dicembre scorso
e adesso i carabinieri ,attendono l’esito dell’autopsia prevista per oggi, per capire quando sia deceduto e perché.

Non si esclude, infatti, che il luogo dove è stato trovato il cadavere fosse provvisorio.

Forse chi l’ha messo lì, voleva disfarsi del corpo una volta per tutte.

Magari mettendo in scena un suo rientro in patria.

Ma chi lo hai ridotto così e perché?
Non c’è una storia di droga dietro questa vicenda.

Forse qualche interesse economico. L’egiziano 48enne era incensurato.
Non è escluso che la questione abitativa sia al centro del giallo.

L’operaio da anni ,aveva occupato abusivamente un appartamento popolare che condivideva con il fratello e con altri connazionali.

I militari che indagano hanno iniziato ad ascoltare amici e familiari, visto che in zona non ci sono telecamere utili per ricostruire il caso.

È possibile che il fratello della vittima e i suoi coinquilini possano essere riascoltati ,dopo l’esito dell’esame autoptico atteso tra oggi pomeriggio e mercoledì mattina.

Secondo quanto ricostruito, Emad Mohammad Abou Gala el Maatu sarebbe scomparso dal 9 dicembre.

Il fratello e altri familiari l’avevano visto uscire per recarsi a lavoro.

Da quel momento non sarebbe più tornato. La denuncia di scomparsa, però, avviene solamente tre giorni dopo, ovvero il 12 dicembre.

Quindi il ritrovamento del cadavere, segnalato sempre dal fratello, in quella palazzina lo scorso 17 dicembre.

Il medico legale, da una prima analisi, non ha ravvisato sul corpo del 48enne ferite compatibili con pistole o con armi da taglio, ma un evidente trauma facciale.

In sostanza, l’operaio potrebbe essere stato picchiato, legato mani e polsi e poi nascosto nell’intercapedine. Forse ancora in vita. Una brutale tortura subita. L’autopsia dirà di più.

Le indagini proseguono.

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