Morte di Gianmarco Pozzi: voci inascoltate e verità taciute

sei in  Cronaca nera

3 settimane fa - 28 Dicembre 2021

Non si può più credere all’ipotesi di una caduta accidentale”:
sono le parole dell’avvocato della famiglia di Gianmarco Pozzi.

Il ,28enne campione di kickboxing
di Roma, trovato morto la mattina
del 9 agosto scorso in un’intercapedine larga 80 centimetri in un’abitazione dell’isola di Ponza, dove da tre anni lavorava come addetto alla sicurezza in una discoteca.

La superperizia, dunque, “potrebbe portare alla conclusione che il ragazzo sia stato assassinato in maniera brutale”.

In questi giorni la procura di Cassino, che quest’estate aprì un fascicolo per omicidio, ha intensificato le indagini.

Nuovi interrogatori e accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Formia.

Mentre ulteriori accertamenti sui resti del giovane non sono più possibili, visto che il corpo è stato cremato.

L’avvocato Gallo aggiunge:

“Il cerchio è abbastanza stretto e qualcosa si sta muovendo nel senso giusto.

Era ora. Non possiamo escludere che l’omicidio di Gimmy sia avvenuto per profondi screzi in ambito lavorativo”.

Sulla morte di Gianmarco Pozzi spunta una testimonianza importante, già acquisita dalla polizia giudiziaria.

Un ragazzo di Roma, con obbligo di dimora a Ponza, ha riferito ai carabinieri alcuni importanti dettagli.

Massimo il riserbo degli inquirenti su questa deposizione.

Ma qualcosa trapela.
Oltre a confermare l’ipotesi dell’omicidio, il ragazzo ha indicato il coinvolgimento di alcune persone nell’omicidio. Chi erano?

Al momento si sa solo che le persone tirate in ballo dal testimone non sono di Ponza, e che uno tra loro è straniero, di nazionalità romena.

Si tratta di una testimonianza attendibile? Se lo chiedono anche gli investigatori della famiglia Pozzi,
che ieri e l’altro ieri si sono recati a Ponza per effettuare alcuni accertamenti.

Recentemente la famiglia Pozzi ha accertato che, negli ultimi giorni di vita del ragazzo, l’appartamento era frequentato da un giovane romeno ospite dei ragazzi.

Un dettaglio che rimanda alla testimonianza fornita agli inquirenti.

Una coincidenza? Numerosi gli accertamenti disposti dalla Procura di Cassino che sul caso ha aperto un fascicolo contro ignoti per l’omicidio del 28enne romano.

Oltre all’esame tecnico sull’iPhone della vittima, affidato al consulente Fabiano Querceto, sarà importante capire quali utenze di telefonia mobile erano eventualmente presenti sul luogo del rinvenimento del cadavere nelle ore di interesse.

Il telefono della vittima è stato repertato dai carabinieri a qualche decina di metri dall’intercapedine dell’orrore.

Diversi i messaggi ricevuti e non letti e un’ultima chiamata da un numero che quella tragica domenica, ricomposto dai militari dallo stesso telefono, avrebbe continuato a squillare a vuoto.

La famiglia Pozzi, che per Gimmy chiede verità e giustizia, si è affidata oltre all’avvocato Fabrizio Gallo, anche alla criminologa Roberta Bruzzone.

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