Michele Merlo : “Lo hanno ammazzato e nessuno ce lo ridarà mai”

sei in  Spettacolo

2 mesi fa - 7 Dicembre 2021

Ce l’hanno ammazzato e nessuno ce lo ridarà mai”.
Sono passati sei mesi dalla morte di Michele Merlo, il cantante, ex allievo di Amici.

Morto il 6 giugno a causa di un’emorragia cerebrale dovuta a una leucemia fulminante.

Una morte improvvisa, avvenuta dopo,
che il ragazzo cercò di scoprire cos’era, quel mal di testa che lo tormentava da giorni e quella emorragia sulla gamba.

Andando al Pronto Soccorso senza aver una diagnosi precisa, quindi rimandato a casa.

Nei giorni scorsi, la Procura di Bologna, ha confermato che non vi è stata negligenza da parte dei medici, del Pronto Soccorso ,e che le sue condizioni erano già gravi ,quando si era presentato a Vergato, e che comunque non ci sarebbe stato nulla da fare.

Domenico Merlo: non vogliamo vendetta

A questo punto, il fascicolo per omicidio colposo ,è passato dalla Procura di Bologna a quella di Vicenza
e questa cosa non dà tregua ai genitori del ragazzo.

Il padre, Domenico, spiega come
quel 6 dicembre sia stata una bruttissima giornata, “peggiore di tutte le altre” e come lo spostamento dell’inchiesta sia un colpo al cuore.

Perché sperava che la Procura di Bologna, andasse avanti alla ricerca dei colpevoli della morte di Michele.

“Io e la mia famiglia non cerchiamo vendette, nemmeno soldi, ma la verità sì.
Se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare e noi andremo fino in fondo”.

Il padre di Michele Merlo chiede giustizia

Domenico continua a ripercorrere quei giorni e quelle ore, cercando di comprendere come mai nessuno si sia accorto di nulla e anzi, uno gli diede anche del tossicodipendente, spiega:

“Devono smetterla di sporcare l’immagine di mio figlio.
Gli hanno dato del drogato, del malinconico, del depresso (…).

Vogliamo la verità su quanto è accaduto a Cittadella, a Rosà, a Bologna”.

L’uomo ,spinge sul fatto che secondo l’inchiesta il figlio ,avrebbe potuto salvarsi: “è stato rimbalzato da un posto all’altro ,quando bastava un emocromo per capirne il problema”
dice e ringrazia quanti portano il figlio nel cuore.

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