L’infermiera che ha smascherato il no vax con il braccio di silicone: «All’inizio ho pensato all’amputazione di un arto»

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2 mesi fa - 3 Dicembre 2021

«Sono passata in pochi istanti da una situazione di normalità, a una d’imbarazzo e poi, ancora, a una di stupore e incredulità».

A parlare è Filippa Bua, l’infermiera che giovedì mattina, all’hub vaccinale Biverbanca di Biella, ha scoperto la truffa, del finto braccio in silicone, orchestrata da un cinquantenne no vax che, secondo le ricostruzioni di quanto avvenuto, sperava di ottenere il green pass, fingendo di farsi vaccinare.

L’uomo peraltro sarebbe un medico odontoiatra del Biellese, sospeso proprio perché non aveva provveduto al vaccino.

Come si è accorta che qualcosa non andava?

«Quando ho scoperto il braccio dell’utente, al tatto ho percepito una “pelle” gommosa e fredda; non solo, l’incarnato era troppo chiaro».

E cos’ha pensato?
«Che il signore avesse subito l’amputazione di un arto ,
e avesse prestato per l’iniezione il braccio sbagliato.

Ero dispiaciuta, pensavo di averlo messo involontariamente in una situazione imbarazzante e così, immediatamente,
gli ho chiesto di darmi l’altro braccio».

L’uomo come ha reagito?

«Subito ha cercato di tergiversare ma poi mi ha dato l’altro braccio.
Immagini il mio stupore,
quando ho sollevato la maglietta,
e mi sono trovata di fronte un arto esattamente uguale al precedente.

Lì ho capito, in un istante,
che l’uomo che avevo davanti stava cercando di eludere la vaccinazione, attraverso una protesi in silicone
sulla quale sperava che io, inconsapevole, iniettassi il farmaco».

Cosa ha fatto a quel punto?

«Sono andata dal medico che poco prima aveva fatto l’anamnesi al paziente e, insieme, abbiamo fatto una seconda valutazione agli arti dell’uomo».

L’uomo come ha reagito?

«Ha sorriso e ha confessato di aver indossato un busto di scena, evidentemente, nel tentativo di ottenere il super green pass senza fare veramente il vaccino.

E se n’è andato. Non è stato né scortese né maleducato: si è alzato ed è andato via».

E voi, invece, come vi siete mossi?

«Ci siamo fermati a riflettere un istante e abbiamo capito che non si trattava solo una situazione surreale ma di una vera e propria truffa.

Così, abbiamo redatto una relazione che abbiamo consegnato ai nostri superiori, a cui spetta fare la denuncia in casi come questi.

Subito dopo, ovviamente, ho ripreso la mia attività di vaccinatrice».

L’infermiera che ha smascherato il no vax con il braccio di silicone: «All’inizio ho pensato all’amputazione di un arto»
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