Green pass ridotto, tamponi agli immuni e (forse) obbligo vaccinale: la strategia di Draghi per «prepararsi al peggio»

Sì alle mascherine all’aperto con possibile obbligo di mascherina FFP2
sei in  Politica

4 settimane fa - 22 Dicembre 2021

La cabina di regia sulle nuove restrizioni anti Covid deciderà domani, 23 dicembre.

Le norme che regoleranno, le prossime settimane di festeggiamento ma il premier Mario Draghi, già nella conferenza stampa di fine anno tenuta nella mattina di oggi, 22 dicembre.

Ha fornito importanti anticipazioni su quello che spetterà al Paese.

Davanti ai giornalisti il presidente del Consiglio ,ha confermato i temi principali attesi sul tavolo del governo.

Dalle mascherine all’aperto ai tamponi per i vaccinati, le sue dichiarazioni hanno fornito un primo quadro del nuovo decreto Covid.

L’obiettivo è quello di «prepararsi al peggio», come ha spiegato il presidente, nell’eventualità che la curva epidemiologica peggiori ancora.

«I grafici italiani appaiono migliori di quelli della maggior parte dei Paesi europei, ma è per questo che rimane fondamentale agire d’anticipo con misure e restrizioni».

Sì alle mascherine all’aperto

La restrizione che attualmente segna di più il passaggio dalla zona bianca a quella gialla è il ritorno dell’obbligo di mascherina anche all’aperto.

Il decreto anticipato da Draghi,
con buone probabilità estenderà l’obbligo su tutto il territorio nazionale.

«Sul tema c’è già molta apertura,
la cabina di regia non avrà grossi problemi a trovare un accordo».

Ha spiegato Draghi, sottolineando la necessità di misure simili ,
per prevenire l’ulteriore peggioramento della curva epidemiologica.

L’altra novità a riguardo è poi un possibile obbligo di mascherina FFP2 ,
in alcune situazioni a rischio di grandi assembramenti, come i trasporti pubblici.

Sì ai tamponi per i vaccinati

L’altro tema che sembra confermato dal premier Draghi è quello dei tamponi anche per i vaccinati.

L’intenzione del governo sarebbe quella di procedere, non per un obbligo
ma per una forte raccomandazione diretta a chi ha già ricevuto due dosi di vaccino o la dose booster.

La loro protezione dalla malattia grave rimane alta grazie ai vaccini, ma come ormai noto, anche gli immunizzati possono infettare o infettarsi seppur in modo lieve.

Nel periodo prossimo di incontri e riunioni natalizie, capiterà di passare una discreta quantità di tempo,
in posti chiusi con soggetti particolarmente fragili.

In questi casi sarà utile anche per i vaccinati garantirsi e garantire una sicurezza in più con un tampone molecolare o rapido (ma meglio se molecolare).

«La cosa che è importante da capire è che tra la seconda e la terza dose, quando la durata tende a scadere, serve fare il tampone», ha anticipato il presidente, spiegando con più dettagli uno dei temi fondamentali che la Cabina di regia si troverà a discutere il 23 dicembre.

Sì al Green pass ridotto

Per la stessa ragione legata ai tamponi dei vaccinati, l’altro accorgimento del governo sarà con buone probabilità l’ulteriore riduzione del periodo di validità della Certificazione verde Covid-19.

La durata del Green pass tra seconda e terza dose potrà durare ancora meno degli attuali 9 mesi, scendendo così a 6 mesi di validità.

«Si è scoperto che la seconda dose declina più rapidamente di quanto si pensasse all’inizio», ha spiegato il premier, «questo porterà domani a discutere i termini di validità del pass sanitario, diventato ormai enfaticamente uno strumento di libertà».

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