Bimbo morto, l’accusato non è in grado di intendere e di volere? Un testimone : “L’ho visto cadere e non era da solo”.

La circostanza, secondo quello , che si sta profilando, potrebbe essere sondata ,nel corso ,di un incidente probatorio che le parti , sarebbero intenzionate a chiedere.
sei in  Cronaca nera

3 mesi fa - 20 Settembre 2021

Mariano Cannio, l’uomo di 28 anni, fermato con l’accusa ,di avere ucciso ,
il piccolo Samuele, lanciandolo dal balcone della sua abitazione.

Potrebbe non essere in grado,
di intendere e di volere.

La circostanza, secondo quello ,
che si sta profilando, potrebbe essere sondata ,nel corso ,di un incidente probatorio che le parti ,
sarebbero intenzionate a chiedere.

Questa mattina ,l’uomo è stato lungamente interrogato dal Gip, Valentina Gallo, che dovrà esprimersi sul fermo.

L’avvocato difensore, Mariassunta Zotti, intercettata, dai giornalisti all’esterno del carcere ,
di Poggioreale, non ha voluto riferire dettagli ,sulle dichiarazioni ,
rese dall’accusato ,e ha voluto mantenere uno stretto riserbo.

Già agli inquirenti, nel momento del fermo, Cannio avrebbe ,però ammesso,
la circostanza ,(evidenziata da alcune immagini in possesso degli investigatori) ,che era sul balcone ,
con il bambino in braccio.

L’incidente probatorio dovrebbe verificare anche se si tratta di una persona pericolosa e l’eventuale imputabilità.

Bimbo morto, l’accusato non è in grado di intendere e di volere? Un testimone : “L’ho visto cadere e non era da solo”.
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