Operazione “Attila” braccianti tenuti come schiavi: 11 arresti , uccisero un lavoratore che si era ribellato

di jennifer pagano
2 mesi fa
2 Dicembre 2020
Operazione “Attila” braccianti tenuti come schiavi: 11 arresti , uccisero  un lavoratore che si era ribellato

I caporali pakistani destinavano i loro connazionali al lavoro presso titolari di aziende agricole, in condizioni di sfruttamento spesso trattenendo l’intera paga giornaliera

I carabinieri di Caltanissetta hanno arrestato 11 persone, di cui 10 finite in carcere e una ai domiciliari. Sono tutte indagate per associazione per delinquere, finalizzata al reclutamento e allo sfruttamento della manodopera. I caporali pakistani destinavano i loro connazionali al lavoro presso titolari di aziende agricole, in condizioni di sfruttamento.
Il 3 giugno era stato ucciso un bracciante, Adnan Siddique, che aveva denunciato i caporali.

Un dodicesimo indagato risulta attualmente irreperibile. Secondo l’accusa il gruppo, formato da pakistani da tempo residenti nel centro della città, “agendo con metodo paramafioso, ha assoggettato la comunità di appartenenza sottoponendola a un regime di vessazione e terrore e sfruttandola professionalmente al fine di assicurare all’associazione continuità nel tempo”.

L’associazione a delinquere I numerosi episodi di violenza, sottolineano gli investigatori, hanno permesso “di acclarare l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere, finalizzata ad imporre la propria egemonia sul territorio, acquisita dal protratto periodo di operatività e rafforzata dal costante ricorso a condotte minatorie e violente di elevatissimo allarme sociale”.

Compensi da 25-30 euro al giorno Durante le perquisizioni eseguite nell’ambito del blitz denominato “Attila” sono stati trovati in casa di uno degli arrestati due libri mastri, tuttora al vaglio della Procura, nei quali erano trascritti i nomi dei lavoratori sfruttati ed il compenso che si aggirava sui 25-30 euro al giorno. Il gruppo, molto coeso e capeggiato da un indiscusso leader, aveva condizionato il settore agricolo dell’entroterra reclutando manodopera pakistana col metodo del caporalato.

Nell’ambito dell’inchiesta è emerso anche l’omicidio del pakistano Adnan Siddique, commesso la sera del 3 giugno scorso,
che “si era ribellato” denunciando i suoi caporali. Per quel delitto sono stati tratti arrestate sei delle persone destinatarie dell’odierna misura cautelare.

Di Jennifer Pagano