Annalisa Minetti e il miracolo della scienza: un occhio bionico potrebbe farla tornare a vedere

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2 mesi fa - 30 Novembre 2021

solo prenderla per il verso giusto. È quello
che ci ha insegnato Annalisa Minetti, che
non si è mai piegata ai dolori che ha vissuto
e che, anzi, ha sempre risposto con il sorriso
e con la grinta di una leonessa.

Non si è fatta mancare nulla nella sua vita:

la partecipazione a Miss Italia, la vittoria al

Festival di Sanremo, la medaglia di bronzo

alle paralimpiadi di Londra nel 2012. Tanti

traguardi raggiunti con impegno e voglia di

superare i propri limiti e di non lasciarsi

abbattere da quel destino crudele che le

aveva voluto togliere la vista. Oggi, però, a

44 anni, Annalisa potrebbe tornare a

vedere con i suoi occhi

Annalisa Minetti, come può recuperare la vista

A rivelare l’incredibile novità è stata la stessa Minetti durante un’intervista alla rivista Grand Hotel, al quale ha raccontato che quello stesso medico che le aveva diagnosticato la retinite pigmentosa le potrebbe ridare la vista. I recenti studi del Professor Andrea Cusumano, infatti, avrebbero dimostrato che la malattia di Annalisa sarebbe una forma nuova – simile ma non uguale – di retinite pigmentosa e che un microchip potrebbe aiutarla a recuperare la vista. Ne aveva già parlato un paio di anni fa, ma ora l’ipotesi si fa ancora più concreta.

“RISCHIO DI ESSERE UN CASO UNICO AL MONDO, MA LA COSA PIÙ IMPORTANTE È CHE POTREI ESSERE LA PRIMA ITALIANA A RICEVERE QUESTO MICROCHIP, AL QUALE LAVORA DA ANNI IL DOTTOR CUSUMANO E CHE MI PERMETTEREBBE DI TORNARE A VEDERE CON I MIEI OCCHI”

Non si tratterebbe di un recupero completo, ma di un grande passo avanti. La cantante e atleta ha spiegato che sarebbe come vedere attraverso un vetro appannato, “ma è pur sempre vedere!”.

Già lo scorso maggio Annalisa Minetti aveva raccontato entusiasta di come un paio di occhiali speciali le avessero consentito di tornare a riconoscere volti e forme. Già un enorme passo avanti per lei, che si è sempre battuta affinché tutti conoscessero i progressi della ricerca scientifica in materia e potessero prendere spunto.

“Il giudizio della gente c’è sempre. Delle volte, anche se queste informazioni possono essere utili alla comunità, anche che come hanno questa deprivazione sensoriale, non si fidano di questa tecnologia. Mi è stato detto che strumentalizzo il mio problema per andare in televisione, ma credo che questo sia minimizzare l’informazione e togliere fiducia a me, che invece mi batto tanto affinché tutti possano sapere, perché chi sa, può vedere. Questo discorso lo faccio sempre con grande umiltà”, aveva risposto durante un’intervista con Barbara D’Urso.

Il nuovo microchip, a differenza degli occhiali, è un dispositivo che verrebbe inserito sotto la retina e sarebbe dotato di centinaia di piccolissimi sensori ottici in grado di trasformare le immagini in segnali elettrici da trasmettere al cervello. Già sette persone non vedenti sono state sottoposte all’intervento con ottimi risultati. Ora Annalisa Minetti deve solo attendere che gli esami a cui si è sottoposta confermino che sia una paziente idonea. Noi incrociamo le dita per Annalisa.

Già lo scorso maggio Annalisa Minetti aveva raccontato entusiasta di come un paio di occhiali speciali le avessero consentito di tornare a riconoscere volti e forme. Già un enorme passo avanti per lei, che si è sempre battuta affinché tutti conoscessero i progressi della ricerca scientifica in materia e potessero prendere spunto.

“Il giudizio della gente c’è sempre. Delle volte, anche se queste informazioni possono essere utili alla comunità, anche che come hanno questa deprivazione sensoriale, non si fidano di questa tecnologia. Mi è stato detto che strumentalizzo il mio problema per andare in televisione, ma credo che questo sia minimizzare l’informazione e togliere fiducia a me, che invece mi batto tanto affinché tutti possano sapere, perché chi sa, può vedere. Questo discorso lo faccio sempre con grande umiltà”, aveva risposto durante un’intervista con Barbara D’Urso.

Il nuovo microchip, a differenza degli occhiali, è un dispositivo che verrebbe inserito sotto la retina e sarebbe dotato di centinaia di piccolissimi sensori ottici in grado di trasformare le immagini in segnali elettrici da trasmettere al cervello. Già sette persone non vedenti sono state sottoposte all’intervento con ottimi risultati. Ora Annalisa Minetti deve solo attendere che gli esami a cui si è sottoposta confermino che sia una paziente idonea. Noi incrociamo le dita per Annalisa.

Già lo scorso maggio Annalisa Minetti aveva raccontato entusiasta di come un paio di occhiali speciali le avessero consentito di tornare a riconoscere volti e forme. Già un enorme passo avanti per lei, che si è sempre battuta affinché tutti conoscessero i progressi della ricerca scientifica in materia e potessero prendere spunto.

“Il giudizio della gente c’è sempre. Delle volte, anche se queste informazioni possono essere utili alla comunità, anche che come hanno questa deprivazione sensoriale, non si fidano di questa tecnologia. Mi è stato detto che strumentalizzo il mio problema per andare in televisione, ma credo che questo sia minimizzare l’informazione e togliere fiducia a me, che invece mi batto tanto affinché tutti possano sapere, perché chi sa, può vedere. Questo discorso lo faccio sempre con grande umiltà”, aveva risposto durante un’intervista con Barbara D’Urso.

Il nuovo microchip, a differenza degli

occhiali, è un dispositivo che verrebbe

inserito sotto la retina e sarebbe dotato di

centinaia di piccolissimi sensori ottici in

grado di trasformare le immagini in segnali

elettrici da trasmettere al cervello. Già sette

persone non vedenti sono state sottoposte all’intervento con ottimi risultati. Ora Annalisa Minetti deve solo attendere che gli esami a cui si è sottoposta confermino che sia una paziente idonea. Noi incrociamo le dita per Annalisa.

Già lo scorso maggio Annalisa Minetti aveva raccontato entusiasta di come un paio di occhiali speciali le avessero consentito di tornare a riconoscere volti e forme. Già un enorme passo avanti per lei, che si è sempre battuta affinché tutti conoscessero i progressi della ricerca scientifica in materia e potessero prendere spunto.

“Il giudizio della gente c’è sempre. Delle

volte, anche se queste informazioni possono

essere utili alla comunità, anche che come

hanno questa deprivazione sensoriale, non

si fidano di questa tecnologia. Mi è stato

detto che strumentalizzo il mio problema

per andare in televisione, ma credo che

questo sia minimizzare l’informazione e

togliere fiducia a me, che invece mi batto

tanto affinché tutti possano sapere, perché

chi sa, può vedere. Questo discorso lo faccio sempre con grande umiltà”, aveva risposto durante un’intervista con Barbara D’Urso.

Il nuovo microchip, a differenza degli

occhiali, è un dispositivo che verrebbe

inserito sotto la retina e sarebbe dotato di

centinaia di piccolissimi sensori ottici in

grado di trasformare le immagini in segnali

elettrici da trasmettere al cervello. Già sette

persone non vedenti sono state sottoposte

all’intervento con ottimi risultati. Ora

Annalisa Minetti deve solo attendere che gli

esami a cui si è sottoposta confermino che

sia una paziente idonea. Noi incrociamo le

dita per Annalisa.

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