Ugo Russo, sei anni dopo: la famiglia chiede verità mentre il processo continua

1 Marzo 2026 - 13:53

Ugo Russo, sei anni dopo: la famiglia chiede verità mentre il processo continua

A sei anni dalla morte di Ugo Russo, il caso continua a dividere e a interrogare l’opinione pubblica. Era la notte tra il 28 febbraio e il 1° marzo 2020 quando il 15enne, insieme a un amico, tentò una rapina in via Generale Giordano Orsini, a Napoli. In sella a uno scooter, con una pistola giocattolo priva del tappo rosso, si avvicinò a un’auto a bordo della quale si trovava un giovane carabiniere fuori servizio con una ragazza. Pochi istanti dopo, il militare sparò: Ugo morì a soli 15 anni.

Da allora, la vicenda è al centro di un procedimento giudiziario ancora in corso. Il carabiniere è accusato di omicidio volontario aggravato e sarà il tribunale a stabilire se abbia agito per legittima difesa o se vi siano responsabilità penali. La famiglia del ragazzo chiede che il processo vada avanti senza rallentamenti. “È morto un ragazzo di 15 anni ammazzato dallo Stato”, ha dichiarato il padre Enzo Russo, ribadendo che il figlio “ha sbagliato, ma non doveva pagare con la vita”.

In questi anni il caso ha generato polemiche e contrapposizioni. C’è chi sostiene che il militare non avesse alternative per difendersi e chi, invece, ritiene sproporzionato l’uso dell’arma contro un minorenne. A far discutere anche il murale dedicato a Ugo, poi rimosso, e le manifestazioni organizzate dal comitato “Verità e Giustizia per Ugo Russo”.

Nel sesto anniversario della morte, familiari e amici si sono riuniti per ricordarlo con uno striscione, palloncini e la sua canzone preferita. “Ugo era un ragazzo con una vita e un futuro, non un’etichetta”, hanno ribadito. Ora l’attenzione è rivolta alla prossima udienza: sarà l’aula di tribunale a dover chiarire definitivamente cosa accadde quella notte.

fonte: fanpage

credito foto; fanpage

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