È stato disposto il giudizio immediato per Sami Mandour, accusato dell’omicidio di Hamza Salama, il ventenne ucciso la sera di Pasquetta. Il giovane, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, dovrà affrontare il processo: la prima udienza è fissata per il 17 dicembre.
La decisione è stata presa dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Brescia, Mariateresa Canzi. La difesa, affidata all’avvocato Vincenzo Cotroneo, potrà comunque chiedere il rito abbreviato.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’omicidio sarebbe avvenuto il 6 aprile, intorno alle 22:30, in via Brescia, nel quartiere San Bernardino. Salama, di origini egiziane, sarebbe stato prima aggredito con calci, pugni e un bastone, per poi essere colpito con un coltello. L’autopsia ha individuato una ferita mortale al cuore.
Mandour, di origini marocchine, era stato arrestato la mattina successiva a Sergnano, nell’abitazione del fratello. Durante gli interrogatori avrebbe sostenuto che il coltello gli fosse stato consegnato da un amico e avrebbe collegato l’aggressione a una presunta sottrazione di una collanina da parte della vittima.
Le contestazioni della Procura di Cremona non riguardano soltanto l’omicidio. A Mandour vengono attribuiti anche il porto di un coltello a serramanico e di un bastone, oltre alla rapina, perché durante la fuga avrebbe rubato una bicicletta a un passante.
L’inchiesta coinvolge inoltre altre persone. Due ragazzi maggiorenni, che si sarebbero trovati con Mandour poco prima del delitto, sono indagati per concorso in omicidio. Una ragazza è invece accusata di favoreggiamento, con l’ipotesi che abbia cercato di coprire gli altri coinvolti.
Mandour si trova attualmente nel carcere minorile Beccaria di Milano. Sarà il procedimento giudiziario a chiarire le responsabilità contestate e la dinamica dei fatti.
Fonte: Fanpage.it.