Mentre in Iran crescono le proteste e la loro eco si diffonde nel mondo, il presidente USA Donald Trump ha più volte fatto riferimento a un possibile intervento contro il regime.
Nonostante i blackout di internet e la limitazione d’accesso ai giornali stranieri, stanno trapelando informazioni di manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza durante le proteste. Inoltre, si parla di oltre 10.000 arresti.
A bordo dell’AirForceOne, Donald Trump ha affermato: “i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione”. Celere la risposta di Tehran, attraverso le parole del ministro degli esteri Abbas Araghchi che ha affermato che Tehran è “pronta alla guerra e al dialogo”.
Nella giornata di domenica, Donald Trump ha detto che sta valutando “opzioni molto dure”. Sabato, aveva scritto sul social X: “L’Iran vuole la LIBERTÀ come forse mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare“. Le diverse opzioni si discuteranno probabilmente alla Casa Bianca nella giornata del 13 gennaio. Scondo quanto, infatti, rivelato da fonti anonime interne all’amministrazione Trump al Wall Street Journal, durante l’incontro si valuteranno diversi aspetti dell’intervento: l’azione militare diretta, la guerra ibrida, l’eventuale sostegno alle forze di opposizione al regime.
Il Telegraph parla, invece, di possibili attacchi informatici statunitensi alle infrastrutture iraniane.
Fonti: SkyTg24, IlPost