Cronaca

Tragedia in strada: bambino di 8 anni ammazza ragazzo di 23 anni

di  Redazione  -  23 Gennaio 2020

Tragedia in strada: bambino di 8 anni ammazza ragazzo di 23 anni

In Nigeria, un gruppo terroristico affiliato al sedicente Stato Islamico ha giustiziato Ropvil Daciya Dalep, uno studente universitario di 22 anni rapito lo scorso 9 gennaio. Ad impugnare l’arma che ha ucciso il ragazzo è stato un bambino di soli 8 anni. In piedi dietro la sua vittima, il giovanissimo carnefice con il viso coperto, prima di premere il grilletto, ha pronunciato questa frase: “Non ci fermeremo fino a quando non ci vendicheremo di tutto il sangue che è stato versato”. La macabra esecuzione è stata filmata in un video diffuso da Amaq, “agenzia di notizie” dell’Isis. La presunta età del killer è stata confermata da Rita Katz, la direttrice di Site, l’istituto impegnato a vigilare l’attività online delle organizzazioni terroristiche. “Non c’è fine all’immoralità dell’Isis”, ha scritto Katz su Twitter. Per la responsabile di Site, inoltre, il fatto che sia un bambino ad uccidere dimostra lo stesso lavaggio del cervello compiuto dai jihadisti nei confronti dei minori iracheni e siriani.

Ropvil Daciya Dalep era nato a Pankshin, città dello Stato di Plateau, dove la religione più diffusa è quella cristiana. La stessa del giovane studente della facoltà di biologia all’università di Maiduguri. E proprio per la sua fede è stato sequestrato e assassinato. Daciya è stato rapito il 9 gennaio dai terroristi dell’Islamic State’s West Africa Province (Stato islamico della provincia dell’Africa occidentale – Iswap), costola jihadista di Boko Haram, il gruppo che da anni semina morte e distruzione in Nigeria e negli Stati vicini. Assieme a Daciya, gli estremisti islamici hanno portato via con la forza altri due giovani: Lilian Daniel Gyang, 20 anni, anche lei di fede cristiana e studentessa di zoologia, e M.K., rilasciato poco giorni dopo.

Il bambino convertito in killer dalla follia jihadista, prima di uccidere a sangue freddo Daciya, ha lanciato un messaggio agghiacciante: “Vogliamo dire ai cristiani che non abbiamo dimenticato quello che avete fatto ai nostri genitori e antenati. Ci rivolgiamo a tutti i cristiani del mondo: non abbiamo dimenticato e non ci fermeremo”. Ad ottobre 2019, Lawrence Duna Dacighir e Godfrey Ali Shikagham, altri due giovani cristiani erano stati giustiziati in un modo simile. Anche allora, i terroristi avevano diffuso un video in cui il portavoce del gruppo, impugnando un fucile d’assalto, aveva detto di voler vendicare “l’omicidio e lo stupro” di musulmani nello Stato di Plateau. La realtà, invece, dimostra come la maggior parte delle vittime degli assalti ai villaggi siano proprio cristiani. A Natale 2019, un’altra strage: questa volta come rappresaglia per la morte del leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso in Siria dai gruppi speciali Usa. Il 25 dicembre, gli estremisti islamici hanno assassinato 10 cristiani e tre musulmani, catturati settimane prima nel nord-est della Nigeria.

Fonte: Fanpage.it